SE LA PUBBLICA AMMINISTRAZIONE SBAGLIA

La normativa c’è, ma nessuno la applica. E’ il classico mistero all’italiana.

Quando la Pubblica Amministrazione fa un errore in tema di tasse, può riparare emettendo un provvedimento di "autotutela", che annulla lo sbaglio e l’eventuale cartella.

E’ previsto dal D.P.R. 287 del 1992 e regolamentato dal Decreto 37/97.

L’autotutela è stata una grande conquista per i cittadini, ma è un’illustre sconosciuta sia per le istituzioni che per gli stessi utenti della pubblica amministrazione.

Eppure, grazie ad essa il notevole contenzioso esistente diminuirebbe e migliorerebbero i rapporti fra Enti e cittadino. Ma, a quanto pare, ai Dirigenti delle Amministrazioni, vuoi per negligenza vuoi per mera ignoranza, la cosa non interessa.

A questo punto è’ il cittadino, vittima di errori e ingiustizie, a dover "prendere la palla in mano e condurre il gioco".

Le progetto "Il consumATTORE in Puglia", sono a disposizione per formulare qualsiasi istanza di autotutela.

TASSE COMUNALI: QUELLO CHE I CONTRIBUENTI NON SANNO

TASSA OCCUPAZIONE SUOLO PUBBLICO: è la famigerata tassa sui passi carrabili, le pensiline, i lucernari posti sulla strada o i tavolini dei bar all’aperto.

Per i passi carrabili presupposto della tassa non è l’apposizione del cartello, ma la modifica del marciapiede o della sede stradale: infatti, se l’utente ripristina l’assetto della strada o del marciapiede, la tassa non si paga più. Ma, attenzione: bisogna fare apposita richiesta all’Ufficio Comunale.

Attenzione anche al pagamento del tributo, che normalmente scade il 31 gennaio: se ci si ricorda di pagare in ritardo, è bene non recarsi alla Posta, perchè ciò significherà avere una sanzione del 30%. Occorre recarsi sempre all’Ufficio Comunale e chiedere di fare il cosiddetto "ravvedimento operoso", che costa molto, ma molto di meno. Inutile dire che sono poche le Amministrazioni Comunali che informano a tal uopo il cittadino.

TASSA RIFIUTI: è il tributo che si paga sullo smaltimento dei rifiuti, ancora commisurato ai metri quadri di superficie dell’abitazione, e non all’effettivo peso dei rifiuti prodotti, così come previsto dal D.L. 22/97 e tuttora inattuato.

Un primo consiglio è per le case disabitate: non devono pagare la tassa, ma solo a patto che i proprietari dimostrino il mancato utilizzo, soprattutto tramite i "mancati" consumi di acqua e luce.

Le case con unico occupante godono dello sconto del 30%, ma sono ancora molti i singles o gli anziani che non lo sanno. E lo stesso dicasi per le residenze estive e stagionali.

Per quanto riguarda i rimborsi per errori o duplicati, devono essere erogati dal Comune entro 90 giorni, e con l’interesse del 14% annuo; ma attenzione, la richiesta va fatta non oltre 2 anni dall’avvenuto pagamento.

ICI: è l’Imposta Comunale sugli Immobili, ma anche sui terreni e sulle aree fabbricabili, con aliquote di regola diverse, a seconda che si tratti di prima o seconda casa.

Occorre essere molto attenti nel calcolo e nella compilazione dei bollettini, o raccomandare la medesima cautela agli addetti del CAF o ai consulenti, se ci si affida a loro. In caso di errori, si può chiedere il "ravvedimento operoso", se si doveva pagare di più e non lo si è fatto; se invece si ha diritto ad un rimborso, l’istanza va fatta entro 3 anni dall’avvenuto pagamento; purtroppo, la Legge non ha previsto i tempi di rimborso da parte del Comune, e quindi i tempi sono abbastanza lunghi.

Altro nodo su cui si stanno attivando vari contenziosi è quello delle aree fabbricabili. Molti Comuni tassano come tali anche le aree che non hanno alcun strumento urbanistico, sulle quali cioè non si può costruire; e quindi, in tali casi, se il Comune fa le orecchie da mercante, bisogna ricorrere alla Commissione Tributaria Provinciale.

Attenzione, anche, agli avvisi di accertamento che, ciclicamente, i Comuni inviano ai contribuenti, magari sulla base di notizie o rendite catastali errate: occorre recarsi subito agli Uffici Tributi e chiarire la propria posizione. Purtroppo, alla faccia dello Statuto del Contribuente (legge del 2000), sono ancora tanti i Comuni che, anzichè inviare una lettera gentile al cittadino, gli inviano subito l’accertamento, accusandolo già di evasione fiscale.

UN CONSIGLIO FINALE: UTILIZZATE PROGETTO "Il consumATTORE in Puglia", ANCHE PER LE VOSTRE ESIGENZE "TRIBUTARIE", VI ASSISTERANNO DALL’INIZIO ALLA FINE.

CONFRONTO FRA LE TARIFFE DELLE MENSE SCOLASTICHE

L’osservatorio "IL consumATTORE IN PUGLIA" ha confrontato i costi della refezione scolastica dei maggiori comuni della Puglia.

Le differenze da comune a comune sono enormi: perchè?

Sicuramente dipende da un’oculata gestione delle risorse economiche e delle stesse gare d’appalto, dove la differenza è data dalla sensibilità degli Amministratori su una materia che riguarda l’educazione alimentare dei bimbi e le tasche dei genitori.

DISDETTA QUOTE SINDACALI PER LE AZIENDE

Ecco il modulo di disdetta per gli operatori commerciali e artigianali, che non vogliono versare più le quote associative alla ConfCommercio, Confartigianato, etc. tramite le trattenute sui bollettini INPS.

DISDETTA QUOTE SINDACALI PER IL LAVORATORE

Ecco il modulo per disdettare l’iscrizione al sindacato, con la relative trattenute sulla busta paga.

Va spedito per raccomandata A.R. sia alla sede regionale o provinciale del sindacato che al domicilio dell’Azienda presso cui si lavora.

TASSE COMUNALI REGIONE PUGLIA

L’Osservatorio "Il ConsumATTORE IN PUGLIA" ha fatto un confronto fra le aliquote dei maggiori Comuni pugliesi:

ICI, TARSU e IRPEF sotto l’occhio del mirino.

Le differenze fra Comune e Comune sono talmente rilevanti che si capisce subito che c’è l’Amministrazione che ha una gestione oculata delle risorse e un certo rispetto del cittadino, e Amministrazioni che invece fanno tutto il contrario.

INPS E PRESCRIZIONE: LA DURATA E’ 5 ANNI

Sono ancora tantissime le cartelle "pazze" che giungono all’improvviso a numerosi cittadini: è l’INPS che chiede presunti "conti" a contribuenti morosi. E la gran parte delle volte si scopre che il debito in questione risale ad anni lontanissimi. Ebbene, la Legge 335/95 (la cosiddetta Riforma Dini) ha abbassato il periodo di prescrizione a 5 anni; e dunque l’INPS non può chiedere soldi per periodi precedenti, a meno che non abbia spedito un’apposita raccomandata di interruzione della prescrizione.

Occhio alle cartelle, quindi, e ai periodi indicati!

VECCHI RIMBORSI

Oltre 4 milioni di contribuenti italiani devono avere dallo Stato più di ventitre miliardi di euro di rimborsi fiscali conteggiando solamente le imposte dirette.

Questo e’ esattamente quanto dice la relazione del Presidente del Tribunale dei diritti del contribuente Serena Pane.

Il debito del fisco è cresciuto di 7,7 miliardi rispetto a settembre 2003 quando viaggiava sui 15,3 miliardi di euro: in pratica in un anno e otto mesi è aumentato di circa 15.000 miliardi delle vecchie lire.

Anche i tempi di attesa non sono incoraggianti. In media per ottenere un piccolo rimborso fiscale bisogna attendere 9,5 anni contro i 7,7 anni del 2003.

Ma per i più consistenti, si deve attendere anche 20 anni.

I contribuenti che intendono ottenere in tempi brevi (circa 6 mesi) il credito vantato sono costretti a seguire la procedura giudiziaria.

Dr. Michele Renna – Consulente Tributario

BILANCIO PARTECIPATO

Il Bilancio Comunale e i Bilanci Provinciali e Regionale devono essere partecipati, perchè sono gli stessi cittadini, con i loro tributi, a "fare cassa", e dunque sentire chi li rappresenta è il minimo che Comune e Provincia possano fare.

Da anni la nostra associazione chiede questa forma di partecipazione essenziale, e da qualche tempo qualche Comune pugliese ha rotto il "muro di gomma" e ascolta i cittadini.

L’hanno fatto Conversano, Cassano Murge, Giovinazzo, Polignano a Mare, Specchia e altri Comuni.

Abbiamo fatto questa richiesta per iscritto, nell’ambito delle iniziative del progetto "Il consumATTORE in Puglia", a tutti i 258 Comuni della Puglia e alle Province, delle quali nessuna si è ancora mossa in tal senso. Lo stesso dicasi per la Regione Puglia.

Continueremo a fare civilmente pressione sugli inottemperanti.

Alleghiamo anche un esempio delle richieste concrete che

Polidream fa alle Amministrazioni.