LUCE E GAS, NIENTE AUMENTI DAL 1° LUGLIO

Dal primo luglio non ci saranno aumenti per la luce, mentre i prezzi del gas subiranno una riduzione dell’1,6 per cento rispetto al trimestre precedente”. Queste le decisioni prese dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas per il terzo trimestre 2007 (luglio-settembre).

Per la fornitura di energia elettrica alle famiglie, sono state definite le “condizioni standard”, che implicano un prezzo invariato rispetto al precedente trimestre: 15,53 centesimi di euro per kwh al lordo delle imposte.

Per il gas, l’Autorità ha definito come “condizioni economiche di fornitura” un prezzo di 65,68 centesimi di euro al metro cubo, con una diminuzione del 1,6 per cento rispetto al trimestre precedente, pari a 1,10 centesimi di euro/mc. Questo comporterà per la famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi all’anno) una minore spesa annuale di 15 euro.

La nostra battaglia contro eventuali aumenti dovuti alla confusione della neo-liberalizzazione è dunque vinta! Ma dobbiamo vigilare sempre, e pertanto invitiamo sempre i consumatori a farci pervenire le loro segnalazioni a riguardo.

LUCE E GAS, NIENTE AUMENTI DAL 1° LUGLIO

Dal primo luglio non ci saranno aumenti per la luce, mentre i prezzi del gas subiranno una riduzione dell’1,6 per cento rispetto al trimestre precedente”. Queste le decisioni prese dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas per il terzo trimestre 2007 (luglio-settembre).

Per la fornitura di energia elettrica alle famiglie, sono state definite le “condizioni standard”, che implicano un prezzo invariato rispetto al precedente trimestre: 15,53 centesimi di euro per kwh al lordo delle imposte.

Per il gas, l’Autorità ha definito come “condizioni economiche di fornitura” un prezzo di 65,68 centesimi di euro al metro cubo, con una diminuzione del 1,6 per cento rispetto al trimestre precedente, pari a 1,10 centesimi di euro/mc. Questo comporterà per la famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi all’anno) una minore spesa annuale di 15 euro.

La nostra battaglia contro eventuali aumenti dovuti alla confusione della neo-liberalizzazione è dunque vinta! Ma dobbiamo vigilare sempre, e pertanto invitiamo sempre i consumatori a farci pervenire le loro segnalazioni a riguardo.

POLIZZE AUTO: GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA DISDETTA

Abbiamo salutato con entusiasmo gli effetti positivi della nuova normativa sulle disdette delle polizze RC Auto e sull’invio a casa dell’attestazione dello stato di rischio, per meglio consentire all’assicurato un cambio di compagnia.

Ma il legislatore non ha pensato di evitare qualche brutto effetto collaterale della disdetta, che risulta essere un deterrente fenomenale proprio per la stessa variazione di assicurazione.

Ci riferiamo alla disdetta delle cosiddette polizze "familiari", quelle della seconda o della terza auto, del figlio o del coniuge.

Questi contratti prendono la stessa favorevole classe di merito della prima auto, ma solo e unicamente per la compagnia in questione.

Per le altre compagnie la regola non vale, poichè il conteggio del bonus-malus riparte dalla classe d’ingresso al momento della sottoscrizione del contratto.

In altre parole, se la seconda auto è stata assicurata 3 anni prima, se per la vecchia compagnia poteva valere la classe 1 del primo veicolo, per la nuova compagnia l’auto parte dalla classe 11.

Un bel botto per le tasche dei consumatori!

Che ovviamente eviteranno di disdettare la polizza, anche se la tariffa della nuova compagnia è più favorevole.

Occorre risolvere questo problema, che è un vero e proprio limite alla liberalizzazione del settore assicurativo.

Ci rivolgiamo, come al solito, alle orecchie sensibili del Ministro Bersani: serve una piccola norma che uniformi le classi di merito per tutte le compagnie. Niente di più, niente di meno!

POLIZZE AUTO: GLI EFFETTI COLLATERALI DELLA DISDETTA

Abbiamo salutato con entusiasmo gli effetti positivi della nuova normativa sulle disdette delle polizze RC Auto e sull’invio a casa dell’attestazione dello stato di rischio, per meglio consentire all’assicurato un cambio di compagnia.

Ma il legislatore non ha pensato di evitare qualche brutto effetto collaterale della disdetta, che risulta essere un deterrente fenomenale proprio per la stessa variazione di assicurazione.

Ci riferiamo alla disdetta delle cosiddette polizze "familiari", quelle della seconda o della terza auto, del figlio o del coniuge.

Questi contratti prendono la stessa favorevole classe di merito della prima auto, ma solo e unicamente per la compagnia in questione.

Per le altre compagnie la regola non vale, poichè il conteggio del bonus-malus riparte dalla classe d’ingresso al momento della sottoscrizione del contratto.

In altre parole, se la seconda auto è stata assicurata 3 anni prima, se per la vecchia compagnia poteva valere la classe 1 del primo veicolo, per la nuova compagnia l’auto parte dalla classe 11.

Un bel botto per le tasche dei consumatori!

Che ovviamente eviteranno di disdettare la polizza, anche se la tariffa della nuova compagnia è più favorevole.

Occorre risolvere questo problema, che è un vero e proprio limite alla liberalizzazione del settore assicurativo.

Ci rivolgiamo, come al solito, alle orecchie sensibili del Ministro Bersani: serve una piccola norma che uniformi le classi di merito per tutte le compagnie. Niente di più, niente di meno!

RC AUTO: IL FEDERALISMO TARIFFARIO

Bossi sarà contento!

Nel mondo assicurativo il federalimo è realtà già da 13 anni.

Da quando il settore fu privatizzato. O liberalizzato, come dir si voglia.

Da allora la tariffa della RC Auto è calcolata in base alla provincia di residenza. E ovviamente su basi statistiche a tutto vantaggio delle compagnie assicurative.

In provincia di Matera gli incidenti sono la metà di quelli della provincia di Bari? E allora i cittadini che hanno la disgrazia di nascere a Bisceglie o ad Altamura pagheranno il doppio rispetto a quelli di Grassano o di Metaponto!

Questa è pura discriminazione fra i cittadini, che lede il principio dell’uguaglianza davanti alla legge, sancito dalla Costituzione!

La cosa più giusta, infatti, sarebbe quella di far pagare una tariffa media a tutti gli assicurati, in base a dati statistici di tutto il territorio nazionale, e non di provincia per provincia. Che colpa ne ha l’assicurato onesto di Monopoli, se la media dei sinistri della provincia di Bari è più alta di quella di Brindisi?

Insomma, una normativa assurda. Anzi, una liberalizzazione assurda. Che ha penalizzato le tasche dei consumatori, se è vero come è vero che in 13 anni le tariffe assicurative si sono in media triplicate!

Ci rivolgiamo al Ministro Bersani: questo federalismo va rivisto! E va rivisto proprio sotto l’ottica del "federalismo solidale" di cui quasi tutti gli esponenti politici si riempiono la bocca!

RC AUTO: IL FEDERALISMO TARIFFARIO

Bossi sarà contento!

Nel mondo assicurativo il federalimo è realtà già da 13 anni.

Da quando il settore fu privatizzato. O liberalizzato, come dir si voglia.

Da allora la tariffa della RC Auto è calcolata in base alla provincia di residenza. E ovviamente su basi statistiche a tutto vantaggio delle compagnie assicurative.

In provincia di Matera gli incidenti sono la metà di quelli della provincia di Bari? E allora i cittadini che hanno la disgrazia di nascere a Bisceglie o ad Altamura pagheranno il doppio rispetto a quelli di Grassano o di Metaponto!

Questa è pura discriminazione fra i cittadini, che lede il principio dell’uguaglianza davanti alla legge, sancito dalla Costituzione!

La cosa più giusta, infatti, sarebbe quella di far pagare una tariffa media a tutti gli assicurati, in base a dati statistici di tutto il territorio nazionale, e non di provincia per provincia. Che colpa ne ha l’assicurato onesto di Monopoli, se la media dei sinistri della provincia di Bari è più alta di quella di Brindisi?

Insomma, una normativa assurda. Anzi, una liberalizzazione assurda. Che ha penalizzato le tasche dei consumatori, se è vero come è vero che in 13 anni le tariffe assicurative si sono in media triplicate!

Ci rivolgiamo al Ministro Bersani: questo federalismo va rivisto! E va rivisto proprio sotto l’ottica del "federalismo solidale" di cui quasi tutti gli esponenti politici si riempiono la bocca!