MUTUI E TETTO 4%, TUTTO TACE

Il Decreto Anticrisi dell’anno scorso aveva introdotto una norma importantissima sui mutui a tasso variabile, decidendo un tetto massimo degli interessi al 4% e accollando allo Stato gli eventuali interessi maggiori.

E la cosa più importante del provvedimento era il suo automatismo, ovvero il fatto che le banche dovevano portare al 4% tutti i tassi superiori, rimborsando ai consumatori interessati la quota parte eventualmente pagata in eccesso.

Ma ovviamente così non è stato, anche grazie alla disinformazione totale dei cittadini sul tema e al silenzioso ostruzionismo da parte degli istituti di credito.

Poi a complicare le cose ci hanno pensato anche ben tre circolari esplicative della normativa, imponendo addirittura un’autocertificazione, da parte dei mutuatari, dei requisiti atti a godere del beneficio. Ebbene, tale autocertificazione ha anche una scadenza, che è il 31 gennaio 2010, e quindi si può ben capire che molti non lo faranno, perdendo così un diritto molto importante.

Per questo chiediamo al Ministero dell’Economia di allargare i termini per la presentazione di tale autocertificazione, magari spostando la scadenza almeno al 30 aprile 2010, ma avviando contemporaneamente una campagna di informazione in tal senso.

Ovviamente, le nostre sedi sono a disposizione dei consumatori interessati.

MULTE: RICORSI A PAGAMENTO!

Nella Finanziaria 2010 c’è un’amara sorpresa per gli automobilisti italiani: da ora in poi ricorrere alle multe presso il giudice di pace costerà la bellezza di 38 euro! Praticamente il cosiddetto contributo unificato, quello che si paga per le cause civili, viene esteso anche ai ricorsi per le multe.

Se si tiene conto che la gran parte delle multe gravita intorno ad importi fra i 38 e i 76 euro, si può ben capire che questa norma costituisce un palese deterrente per i ricorsi.

Proprio a dire agli utenti della strada che vengono multati: pagate e state zitti! Tanto più che, anche in caso di vittoria, l’automobilista non recupera comunque la tassa versata. Della serie "oltre al danno anche la beffa!".

Resta gratuita la strada classica del ricorso al Prefetto, ma è una via molto pericolosa, perchè se il Prefetto non accoglie il ricorso l’importo della contravvenzione viene raddoppiato.

Insomma, un obbrobrio giuridico al quale ci opporremo con tutte le nostre forze, cercando di farlo abrogare. I nostri legali stanno studiando le forme legali più consone per cercare di cancellare una normativa che va contro ogni basilare principio di tutela dei diritti del cittadino.

Siamo ancora e sempre di fronte all’ennesimo comportamento strabico dei nostri governanti, che da una parte si riempiono la bocca di difesa del cittadino-consumatore e dall’altra pongono questi macigni proprio davanti alla strada della tutela di tali diritti.