NIENTE PIU’ CANONE TELECOM PER I NON UDENTI

L’Autority delle Comunicazioni ha emanato l’ennesima misura, è il caso di dirlo, passata "in sordina".

Dal 1° febbraio 2008 i nuclei familiari al cui interno vi è un cittadino non udente non devono pagare più il canone Telecom.

E’ una piccola grande vittoria che occorre far sapere a tutti i consumatori interessati, ai quali chiediamo di recarsi presso le nostre sedi, onde poter essere assistiti nella pratica.

La Delibera in questione è la 514/07/CONS e prevede che l’utente invii alla Telecom solo la certificazione medica rilasciata dalla Commissione dell’Autorità Sanitaria competente e un modello di autocertificazione del proprio stato di famiglia.

NIENTE PIU’ CANONE TELECOM PER I NON UDENTI

L’Autority delle Comunicazioni ha emanato l’ennesima misura, è il caso di dirlo, passata "in sordina".

Dal 1° febbraio 2008 i nuclei familiari al cui interno vi è un cittadino non udente non devono pagare più il canone Telecom.

E’ una piccola grande vittoria che occorre far sapere a tutti i consumatori interessati, ai quali chiediamo di recarsi presso le nostre sedi, onde poter essere assistiti nella pratica.

La Delibera in questione è la 514/07/CONS e prevede che l’utente invii alla Telecom solo la certificazione medica rilasciata dalla Commissione dell’Autorità Sanitaria competente e un modello di autocertificazione del proprio stato di famiglia.

OSSERVATORI COMUNALI CONTRO IL CAROVITA!

Siamo ovviamente stati d’accordo con l’istituzione di Mister Prezzi e abbiamo combattuto per la costituzione dell’Osservatorio Prezzi Regionale.

Ma tutto ciò non basta.

Occorre che tali misure giungano nelle periferie, non si può sperare che migliaia di telefonate da tutte le parti d’Italia possano far muovere il Garante dei Prezzi su tutto il territorio.

E allora la soluzione è semplice: in ogni Comune deve costituirsi l’Osservatorio Prezzi, col compito non solo di monitorare le dinamiche di prezzi e tariffe, tramite un solido paniere, ma soprattutto di far incontrare la domanda e l’offerta, ossia le categorie interessate, per stringere accordi, intese e convenzioni che combattano veramente il carovita con misure serie e durature.

Lo chiediamo ufficialmente alla Regione, alle Camere di Commercio, alle Province e all’ANCI Puglia.

Basta con le chiacchiere, i prezzi vanno abbassati da subito!

OSSERVATORI COMUNALI CONTRO IL CAROVITA!

Siamo ovviamente stati d’accordo con l’istituzione di Mister Prezzi e abbiamo combattuto per la costituzione dell’Osservatorio Prezzi Regionale.

Ma tutto ciò non basta.

Occorre che tali misure giungano nelle periferie, non si può sperare che migliaia di telefonate da tutte le parti d’Italia possano far muovere il Garante dei Prezzi su tutto il territorio.

E allora la soluzione è semplice: in ogni Comune deve costituirsi l’Osservatorio Prezzi, col compito non solo di monitorare le dinamiche di prezzi e tariffe, tramite un solido paniere, ma soprattutto di far incontrare la domanda e l’offerta, ossia le categorie ineteressate, per stringere accordi, intese e convenzioni che combattano veramente il carovita con misure serie e durature.

Lo chiediamo ufficialmente alla Regione, alle Camere di Commercio, alle Province e all’ANCI Puglia.

Basta con le chiacchiere, i prezzi vanno abbassati da subito!

OSSERVATORI COMUNALI CONTRO IL CAROVITA!

Siamo ovviamente stati d’accordo con l’istituzione di Mister Prezzi e abbiamo combattuto per la costituzione dell’Osservatorio Prezzi Regionale.

Ma tutto ciò non basta.

Occorre che tali misure giungano nelle periferie, non si può sperare che migliaia di telefonate da tutte le parti d’Italia possano far muovere il Garante dei Prezzi su tutto il territorio.

E allora la soluzione è semplice: in ogni Comune deve costituirsi l’Osservatorio Prezzi, col compito non solo di monitorare le dinamiche di prezzi e tariffe, tramite un solido paniere, ma soprattutto di far incontrare la domanda e l’offerta, ossia le categorie interessate, per stringere accordi, intese e convenzioni che combattano veramente il carovita con misure serie e durature.

Lo chiediamo ufficialmente alla Regione, alle Camere di Commercio, alle Province e all’ANCI Puglia.

Basta con le chiacchiere, i prezzi vanno abbassati da subito!

IMPIANTI TERMICI: LA TASSA VA GIU’

Il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Bari sugli impianti termici ottiene un altro grande successo: il bollino verde di 15 euro non sarà valido solo per un biennio, ma per ben 4 anni!

Si tratta di un vero e proprio dimezzamento del tributo che, così, giunge ben al di sotto della media nazionale.

Non solo. Ma viene anche cancellato il "pedaggio" di ben 92 euro che occorreva pagare in caso di controllo da parte di personale incaricato dalla Provincia.

Insomma, una vittoria dei consumatori della Provincia di Bari che, ricordiamolo, saranno anche i primi in Italia ad usufruire della procedura di conciliazione gratuita in caso di controversie sia col tecnico manutentore che con lo stesso Ente Provinciale.

E la nostra, dulcis in fundo, è l’unica associazione abilitata a trattare tale procedura.

IMPIANTI TERMICI: LA TASSA VA GIU’

Il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Bari sugli impianti termici ottiene un altro grande successo: il bollino verde di 15 euro non sarà valido solo per un biennio, ma per ben 4 anni!

Si tratta di un vero e proprio dimezzamento del tributo che, così, giunge ben al di sotto della media nazionale.

Non solo. Ma viene anche cancellato il "pedaggio" di ben 92 euro che occorreva pagare in caso di controllo da parte di personale incaricato dalla Provincia.

Insomma, una vittoria dei consumatori della Provincia di Bari che, ricordiamolo, saranno anche i primi in Italia ad usufruire della procedura di conciliazione gratuita in caso di controversie sia col tecnico manutentore che con lo stesso Ente Provinciale.

E la nostra, dulcis in fundo, è l’unica associazione abilitata a trattare tale procedura.

IMPIANTI TERMICI: LA TASSA VA GIU’

Il Protocollo d’Intesa con la Provincia di Bari sugli impianti termici ottiene un altro grande successo: il bollino verde di 15 euro non sarà valido solo per un biennio, ma per ben 4 anni!

Si tratta di un vero e proprio dimezzamento del tributo che, così, giunge ben al di sotto della media nazionale.

Non solo. Ma viene anche cancellato il "pedaggio" di ben 92 euro che occorreva pagare in caso di controllo da parte di personale incaricato dalla Provincia.

Insomma, una vittoria dei consumatori della Provincia di Bari che, ricordiamolo, saranno anche i primi in Italia ad usufruire della procedura di conciliazione gratuita in caso di controversie sia col tecnico manutentore che con lo stesso Ente Provinciale.

E la nostra, dulcis in fundo, è l’unica associazione abilitata a trattare tale procedura.

GAS: L’IVA AL 10% E’ UNA PRESA IN GIRO!

Dal 1° gennaio 2008, dopo anni e anni di battaglie e di attese, finalmente l’IVA sulle bollette del gas è passata al 10%!

VITTORIA? NO! Purtroppo no!

L’IVA si è dimezzata solo per gli utenti che consumano meno di 480 mc. annui di gas.

E questo significa che, per chi accende i termosifoni, l’IVA resterà al 20%, perchè è praticamente impossibile consumare meno di questo "tetto".

Mediamente si consumano 6-7 mc. al giorno durante l’inverno, e questo vuol dire superare nettamente i 600-700 mc. solo durante il periodo freddo; figuriamoci ad aggiungerci il resto dell’anno!

Quale mente contorta ha partorito questa norma?

O meglio, chi crede che i consumatori italiani siano idioti?

Inutile dire che la nostra battaglia continua!

Aver ottenuto questa novità lo consideriamo solo il primo passo per ottenere l’IVA al 10% per ogni tipo di consumo!

I "signori dell’IVA al 20%" hanno cominciato ad arrendersi!

GAS: L’IVA AL 10% E’ UNA PRESA IN GIRO!

Dal 1° gennaio 2008, dopo anni e anni di battaglie e di attese, finalmente l’IVA sulle bollette del gas è passata al 10%!

VITTORIA? NO! Purtroppo no!

L’IVA si è dimezzata solo per gli utenti che consumano meno di 480 mc. annui di gas.

E questo significa che, per chi accende i termosifoni, l’IVA resterà al 20%, perchè è praticamente impossibile consumare meno di questo "tetto".

Mediamente si consumano 6-7 mc. al giorno durante l’inverno, e questo vuol dire superare nettamente i 600-700 mc. solo durante il periodo freddo; figuriamoci ad aggiungerci il resto dell’anno!

Quale mente contorta ha partorito questa norma?

O meglio, chi crede che i consumatori italiani siano idioti?

Inutile dire che la nostra battaglia continua!

Aver ottenuto questa novità lo consideriamo solo il primo passo per ottenere l’IVA al 10% per ogni tipo di consumo!

I "signori dell’IVA al 20%" hanno cominciato ad arrendersi!