I TICKET E LE CODE-VERGOGNA

E’ da almeno tre mesi che gli uffici delle ASL sono superaffollati di utenti che devono consegnare i moduli per la richiesta dell’esenzione dai ticket, sia per i farmaci che per le prestazioni specialistiche.

Le scene sono da terzo mondo: gente che va allo sportello già dalle 5 di mattina, anziani costretti a fare lunghe attese in piedi, bimbi piangenti in braccio alle mamme. Uno sfacelo totale!

E tutto per autocertificare redditi che lo Stato conosce molto bene, perchè parliamo delle situazioni reddituali del 2007. Basterebbe che i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate circolassero fra i Comuni, la Regione, le ASL, e si saprebbe già chi ha diritto e chi no all’esenzione.

Per non parlare, poi, della stessa compilazione della modulistica: una famiglia media di 4 persone è costretta a compilare 4 moduli, ripetendo gli stessi dati, a fotocopiare 4 documenti di identità e a scrivere diciture impossibili, anzichè limitarsi a barrare semplici caselle.

Inutile aggiungere, infine, che il personale agli sportelli delle ASL è assolutamente insufficiente.

Insomma, una figuraccia per la Regione e per le ASL!

Chiediamo di mettere fine a questo grave disservizio: si apra immediatamente un tavolo di concertazione fra le parti interessate, per studiare soluzioni nuove e condivise!

I TICKET E LE CODE-VERGOGNA

E’ da almeno tre mesi che gli uffici delle ASL sono superaffollati di utenti che devono consegnare i moduli per la richiesta dell’esenzione dai ticket, sia per i farmaci che per le prestazioni specialistiche.

Le scene sono da terzo mondo: gente che va allo sportello già dalle 5 di mattina, anziani costretti a fare lunghe attese in piedi, bimbi piangenti in braccio alle mamme. Uno sfacelo totale!

E tutto per autocertificare redditi che lo Stato conosce molto bene, perchè parliamo delle situazioni reddituali del 2007. Basterebbe che i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate circolassero fra i Comuni, la Regione, le ASL, e si saprebbe già chi ha diritto e chi no all’esenzione.

Per non parlare, poi, della stessa compilazione della modulistica: una famiglia media di 4 persone è costretta a compilare 4 moduli, ripetendo gli stessi dati, a fotocopiare 4 documenti di identità e a scrivere diciture impossibili, anzichè limitarsi a barrare semplici caselle.

Inutile aggiungere, infine, che il personale agli sportelli delle ASL è assolutamente insufficiente.

Insomma, una figuraccia per la Regione e per le ASL!

Chiediamo di mettere fine a questo grave disservizio: si apra immediatamente un tavolo di concertazione fra le parti interessate, per studiare soluzioni nuove e condivise!

I TICKET E LE CODE-VERGOGNA

E’ da almeno tre mesi che gli uffici delle ASL sono superaffollati di utenti che devono consegnare i moduli per la richiesta dell’esenzione dai ticket, sia per i farmaci che per le prestazioni specialistiche.

Le scene sono da terzo mondo: gente che va allo sportello già dalle 5 di mattina, anziani costretti a fare lunghe attese in piedi, bimbi piangenti in braccio alle mamme. Uno sfacelo totale!

E tutto per autocertificare redditi che lo Stato conosce molto bene, perchè parliamo delle situazioni reddituali del 2007. Basterebbe che i dati in possesso dell’Agenzia delle Entrate circolassero fra i Comuni, la Regione, le ASL, e si saprebbe già chi ha diritto e chi no all’esenzione.

Per non parlare, poi, della stessa compilazione della modulistica: una famiglia media di 4 persone è costretta a compilare 4 moduli, ripetendo gli stessi dati, a fotocopiare 4 documenti di identità e a scrivere diciture impossibili, anzichè limitarsi a barrare semplici caselle.

Inutile aggiungere, infine, che il personale agli sportelli delle ASL è assolutamente insufficiente.

Insomma, una figuraccia per la Regione e per le ASL!

Chiediamo di mettere fine a questo grave disservizio: si apra immediatamente un tavolo di concertazione fra le parti interessate, per studiare soluzioni nuove e condivise!

IL TASSO FISSO DIMENTICATO

Il governo, bontà sua, sta intervenendo spesso e volentieri per meglio regolare i mutui a tasso variabile. Adesso il tasso sarà agganciato al tasso della Banca Centrale Europea e non potrà comunque superare il 4%.

Lo stesso sta succedendo in campo europeo, con le varie rimodulazioni dei tassi.

Ma chi pensa ai tanti mutuatari che hanno il tasso fisso? 

Praticamente nessuno!

Chi ha avuto la disgrazia di stipulare qualche anno fa un mutuo col tasso fisso del 6-7% oggi è assolutamente penalizzato, e nessuna normativa si occupa di questo piccolo esercito. Nè ci si può aspettare una grande comprensione da parte degli istituti bancari, ovviamente restii a rivedere il tasso, oppure disponibile a farlo, ma a patto di ristipulare l’atto, con tutti i costi che ne conseguono.

Non resta che legiferare anche sui mutui a tasso fisso: è quello che chiediamo al ministro Tremonti.

IL TASSO FISSO DIMENTICATO

Il governo, bontà sua, sta intervenendo spesso e volentieri per meglio regolare i mutui a tasso variabile. Adesso il tasso sarà agganciato al tasso della Banca Centrale Europea e non potrà comunque superare il 4%.

Lo stesso sta succedendo in campo europeo, con le varie rimodulazioni dei tassi.

Ma chi pensa ai tanti mutuatari che hanno il tasso fisso? 

Praticamente nessuno!

Chi ha avuto la disgrazia di stipulare qualche anno fa un mutuo col tasso fisso del 6-7% oggi è assolutamente penalizzato, e nessuna normativa si occupa di questo piccolo esercito. Nè ci si può aspettare una grande comprensione da parte degli istituti bancari, ovviamente restii a rivedere il tasso, oppure disponibile a farlo, ma a patto di ristipulare l’atto, con tutti i costi che ne conseguono.

Non resta che legiferare anche sui mutui a tasso fisso: è quello che chiediamo al ministro Tremonti.

AQP: AUMENTI ILLEGITTIMI IN BOLLETTA

L’ultima fattura dell’Acquedotto Pugliese, in scadenza al 16 febbraio 2009, non solo è stata calcolata con gli aumenti decisi unilateralmente dalla Direzione dell’Azienda, e successivamente bocciati dall’A.A.T.O., dopo il nostro intervento, ma addirittura si prende pure lo stesso aumento in maniera retroattiva, citando presunte fatture del 2008 (!!!).

Insomma, un guazzabuglio, una bolletta che, è il caso di dirlo, fa "acqua" da tutte le parti.

In primis, l’aumento, come dicevamo, non è stato approvato dall’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, preposta ad accertare la legittimità delle variazioni tariffarie, che ha accolto il ricorso della nostra associazione.

In secundis, gli aumenti di tariffa possono essere concessi solo a fronte di opportuni investimenti effettuati sulla rete idrica. E questo non lo diciamo noi, ma la legge n. 36 del 1994, la normativa-quadro che ha riordinato tutto il settore, introducendo il metodo del "price cap", ovvero il principio che ad ogni aumento debba corrispondere un investimento per migliorare la qualità del servizio.

Ci dica, l’Acquedotto Pugliese, dove sono questi investimenti, se persino in questo periodo di iperpiovosità interi comuni vengono lasciati senz’acqua o con ridotta pressione; se la rete è ancora un colabrodo, a tal punto che ci siamo guadagnati la medaglia d’oro mondiale delle perdite idriche; se sono ancora decine e decine i paesi senza depuratori, e là dove ci sono sono quasi sempre inefficienti e insufficienti?

Per non parlare dei contatori ultravecchi, dei tempi ancora biblici delle attivazioni, delle scandalose disattivazioni delle forniture, di reti fognarie insufficienti e di decine di uffici chiusi. Ci dica, l’AQP, dov’è il miglioramento del servizio? E ce lo deve spiegare anche l’assessore regionale Introna che, all’ultimo consiglio regionale, ha detto sì all’aumento, millantando chissà quali investimenti e quali opere effettuate dall’Acquedotto!

E infine, gli aumenti non possono essere nemmeno retroattivi, come affermano tutte le normative fiscali, tributarie e civili. Infatti, la Telecom, l’Enel o le aziende di gas non si sono mai sognate di applicare un aumento con effetto retroattivo!

Quindi il milione di bollette giunto ai consumatori pugliesi ha tutto il carattere dell’illegittimità; nè l’AQP può prometterci un rimborso che, a questo punto, dopo l’approvazione regionale delle variazioni tariffarie, sicuramente è scritto più sul ghiaccio che sull’acqua!

Noi diciamo agli utenti: RECLAMATE LE FATTURE, contestando l’illegittimo aumento applicato. La Carta dei Servizi consente, ovviamente, il reclamo e anche la procedura di conciliazione, in caso di mancato o negativo riscontro.

Le nostre sedi sono a completa disposizione di tutti i consumatori.

AQP: AUMENTI ILLEGITTIMI IN BOLLETTA

L’ultima fattura dell’Acquedotto Pugliese, in scadenza al 16 febbraio 2009, non solo è stata calcolata con gli aumenti decisi unilateralmente dalla Direzione dell’Azienda, e successivamente bocciati dall’A.A.T.O., dopo il nostro intervento, ma addirittura si prende pure lo stesso aumento in maniera retroattiva, citando presunte fatture del 2008 (!!!).

Insomma, un guazzabuglio, una bolletta che, è il caso di dirlo, fa "acqua" da tutte le parti.

In primis, l’aumento, come dicevamo, non è stato approvato dall’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, preposta ad accertare la legittimità delle variazioni tariffarie, che ha accolto il ricorso della nostra associazione.

In secundis, gli aumenti di tariffa possono essere concessi solo a fronte di opportuni investimenti effettuati sulla rete idrica. E questo non lo diciamo noi, ma la legge n. 36 del 1994, la normativa-quadro che ha riordinato tutto il settore, introducendo il metodo del "price cap", ovvero il principio che ad ogni aumento debba corrispondere un investimento per migliorare la qualità del servizio.

Ci dica, l’Acquedotto Pugliese, dove sono questi investimenti, se persino in questo periodo di iperpiovosità interi comuni vengono lasciati senz’acqua o con ridotta pressione; se la rete è ancora un colabrodo, a tal punto che ci siamo guadagnati la medaglia d’oro mondiale delle perdite idriche; se sono ancora decine e decine i paesi senza depuratori, e là dove ci sono sono quasi sempre inefficienti e insufficienti?

Per non parlare dei contatori ultravecchi, dei tempi ancora biblici delle attivazioni, delle scandalose disattivazioni delle forniture, di reti fognarie insufficienti e di decine di uffici chiusi. Ci dica, l’AQP, dov’è il miglioramento del servizio? E ce lo deve spiegare anche l’assessore regionale Introna che, all’ultimo consiglio regionale, ha detto sì all’aumento, millantando chissà quali investimenti e quali opere effettuate dall’Acquedotto!

E infine, gli aumenti non possono essere nemmeno retroattivi, come affermano tutte le normative fiscali, tributarie e civili. Infatti, la Telecom, l’Enel o le aziende di gas non si sono mai sognate di applicare un aumento con effetto retroattivo!

Quindi il milione di bollette giunto ai consumatori pugliesi ha tutto il carattere dell’illegittimità; nè l’AQP può prometterci un rimborso che, a questo punto, dopo l’approvazione regionale delle variazioni tariffarie, sicuramente è scritto più sul ghiaccio che sull’acqua!

Noi diciamo agli utenti: RECLAMATE LE FATTURE, contestando l’illegittimo aumento applicato. La Carta dei Servizi consente, ovviamente, il reclamo e anche la procedura di conciliazione, in caso di mancato o negativo riscontro.

Le nostre sedi sono a completa disposizione di tutti i consumatori.