SONERIE, BATOSTA PER I GESTORI TELEFONICI

Stavolta la scure dell’Antitrust si è abbattuta su TIM, VODAFONE & Company per la mancata chiarezza e trasparenza sui costi sopportati dagli utenti che scaricano loghi e sonerie sui cellulari.

D’altronde, sia nelle pubblicità televisive che in quelle sulla carta stampata era facile "vedere che non si vedeva nulla", poichè i caratteri tipografici con cui venivano riportate le tariffe erano così minuscoli che era impossibile leggerli.

E quindi il provvedimento dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato giunge quanto mai voluto e previsto.

Ma occorre guardare il rovescio della medaglia: questi gestori truffaldini e queste pratiche commerciali a dir poco scorrette non esisterebbero nemmeno se i consumatori, piccoli e grandi, ignorassero intelligentemente i messaggi ingannevoli, se non si fossero scioccamente innamorati di questa stramaledetta moda di inserire le sonerie più disparate e i loghi più arzigogolati per meglio identificare il proprio telefonino!

Il consumatore deve dire basta a questi tipi di consumi e di sprechi, non deve aspettare le sanzioni dell’Antitrust, che comunque non fermeranno mai questi fenomeni!

SONERIE, BATOSTA PER I GESTORI TELEFONICI

Stavolta la scure dell’Antitrust si è abbattuta su TIM, VODAFONE & Company per la mancata chiarezza e trasparenza sui costi sopportati dagli utenti che scaricano loghi e sonerie sui cellulari.

D’altronde, sia nelle pubblicità televisive che in quelle sulla carta stampata era facile "vedere che non si vedeva nulla", poichè i caratteri tipografici con cui venivano riportate le tariffe erano così minuscoli che era impossibile leggerli.

E quindi il provvedimento dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato giunge quanto mai voluto e previsto.

Ma occorre guardare il rovescio della medaglia: questi gestori truffaldini e queste pratiche commerciali a dir poco scorrette non esisterebbero nemmeno se i consumatori, piccoli e grandi, ignorassero intelligentemente i messaggi ingannevoli, se non si fossero scioccamente innamorati di questa stramaledetta moda di inserire le sonerie più disparate e i loghi più arzigogolati per meglio identificare il proprio telefonino!

Il consumatore deve dire basta a questi tipi di consumi e di sprechi, non deve aspettare le sanzioni dell’Antitrust, che comunque non fermeranno mai questi fenomeni!

ENEL ENERGIA, ANCORA CONFUSIONE

Enel Energia continua ancora nella sua martellante campagna "porta a porta", tesa a far disdettare agli utenti i contratti di energia elettrica o/e di gas.

Ma la campagna ha sempre i contorni della pratica scorretta e sleale, sia perchè ai consumatori viene sempre dato ad intendere che si tratta sempre della "vecchia" Enel, sia perchè si promettono cifre iperboliche di presunti sconti.

Occorre tornare a fare un po’ di chiarezza, e l’Autority dell’Energia dovrebbe fare anche la sua parte, controllando e sanzionando questi comportamenti a dir poco illegittimi.

Primo, Enel Energia non ha nulla a che fare con Enel Servizio Elettrico, perchè l’una fa parte del mercato e l’altra, invece, del mercato vincolato. E’ logico, a questo punto, che Enel Energia debba quanto meno cambiare nome, senza indurre così confusione per i consumatori, desiderosi solamente di riuscire a risparmiare sulle tariffe.

Secondo, proprio a proposito di tariffe, Enel Energia millanta sconti che poi non si ritrovano nelle bollette, tanto che gli utenti fanno subito istanza per rientrare nella vituperata "vecchia" Enel.

Insomma, purtroppo il consiglio nostro resta quello di restare fermi e non cambiare gestore.  

ENEL ENERGIA, ANCORA CONFUSIONE

Enel Energia continua ancora nella sua martellante campagna "porta a porta", tesa a far disdettare agli utenti i contratti di energia elettrica o/e di gas.

Ma la campagna ha sempre i contorni della pratica scorretta e sleale, sia perchè ai consumatori viene sempre dato ad intendere che si tratta sempre della "vecchia" Enel, sia perchè si promettono cifre iperboliche di presunti sconti.

Occorre tornare a fare un po’ di chiarezza, e l’Autority dell’Energia dovrebbe fare anche la sua parte, controllando e sanzionando questi comportamenti a dir poco illegittimi.

Primo, Enel Energia non ha nulla a che fare con Enel Servizio Elettrico, perchè l’una fa parte del mercato e l’altra, invece, del mercato vincolato. E’ logico, a questo punto, che Enel Energia debba quanto meno cambiare nome, senza indurre così confusione per i consumatori, desiderosi solamente di riuscire a risparmiare sulle tariffe.

Secondo, proprio a proposito di tariffe, Enel Energia millanta sconti che poi non si ritrovano nelle bollette, tanto che gli utenti fanno subito istanza per rientrare nella vituperata "vecchia" Enel.

Insomma, purtroppo il consiglio nostro resta quello di restare fermi e non cambiare gestore.  

TASSE SCOLASTICHE, CI RISIAMO!

In questi giorni si stanno chiudendo le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, e ci sono giunti nuovamente un bel po’ di reclami sugli importi delle tasse d’iscrizione agli istituti superiori.

Infatti queste scuole hanno chiesto mediamente 50 euro a studente, con la motivazione dei costi sostenuti per la realizzazione del libretto delle assenze, delle eventuali richieste di fotocopie di materiale vario e delle spese assicurative.

E’ assolutamente scandaloso che si chiedano agli studenti questi costi, per giunta palesemente spropositati rispetto alle esigenze effettive! Sembrerebbe quasi che le scuole, in virtù anche di questa benedetta maledetta autonomia, vogliano ripianare i loro bilanci grazie ai contributi degli alunni e delle loro famiglie. Famiglie che poi, comunque, sono già costrette a spendere una marea di quattrini per mantenere i propri figli a scuola.

Chiediamo che su questa materia intervenga l’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, dando direttive chiare a tutti gli istituti. E soprattutto importi minimi di tasse d’iscrizione. 

TASSE SCOLASTICHE, CI RISIAMO!

In questi giorni si stanno chiudendo le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, e ci sono giunti nuovamente un bel po’ di reclami sugli importi delle tasse d’iscrizione agli istituti superiori.

Infatti queste scuole hanno chiesto mediamente 50 euro a studente, con la motivazione dei costi sostenuti per la realizzazione del libretto delle assenze, delle eventuali richieste di fotocopie di materiale vario e delle spese assicurative.

E’ assolutamente scandaloso che si chiedano agli studenti questi costi, per giunta palesemente spropositati rispetto alle esigenze effettive! Sembrerebbe quasi che le scuole, in virtù anche di questa benedetta maledetta autonomia, vogliano ripianare i loro bilanci grazie ai contributi degli alunni e delle loro famiglie. Famiglie che poi, comunque, sono già costrette a spendere una marea di quattrini per mantenere i propri figli a scuola.

Chiediamo che su questa materia intervenga l’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, dando direttive chiare a tutti gli istituti. E soprattutto importi minimi di tasse d’iscrizione. 

TASSE SCOLASTICHE, CI RISIAMO!

In questi giorni si stanno chiudendo le iscrizioni per il prossimo anno scolastico, e ci sono giunti nuovamente un bel po’ di reclami sugli importi delle tasse d’iscrizione agli istituti superiori.

Infatti queste scuole hanno chiesto mediamente 50 euro a studente, con la motivazione dei costi sostenuti per la realizzazione del libretto delle assenze, delle eventuali richieste di fotocopie di materiale vario e delle spese assicurative.

E’ assolutamente scandaloso che si chiedano agli studenti questi costi, per giunta palesemente spropositati rispetto alle esigenze effettive! Sembrerebbe quasi che le scuole, in virtù anche di questa benedetta maledetta autonomia, vogliano ripianare i loro bilanci grazie ai contributi degli alunni e delle loro famiglie. Famiglie che poi, comunque, sono già costrette a spendere una marea di quattrini per mantenere i propri figli a scuola.

Chiediamo che su questa materia intervenga l’assessorato regionale alla Pubblica istruzione, dando direttive chiare a tutti gli istituti. E soprattutto importi minimi di tasse d’iscrizione.