LA SVIZZERA DICE NO AGLI OGM

La nazione elvetica dà l’esempio agli altri Paesi europei, dicendo un bel "no, grazie" agli OGM, dopo aver indetto un referendum sul tema.

L’Italia deve seguire l’esempio, e se non lo facesse, lo devono fare le Regioni e i Comuni, così referendum anche in Puglia, per dire un fortissimo no agli OGM!

LA SVIZZERA DICE NO AGLI OGM

La nazione elvetica dà l’esempio agli altri Paesi europei, dicendo un bel "no, grazie" agli OGM, dopo aver indetto un referendum sul tema.

L’Italia deve seguire l’esempio, e se non lo facesse, lo devono fare le Regioni e i Comuni, così referendum anche in Puglia, per dire un fortissimo no agli OGM!

LA SVIZZERA DICE NO AGLI OGM

La nazione elvetica dà l’esempio agli altri Paesi europei, dicendo un bel "no, grazie" agli OGM, dopo aver indetto un referendum sul tema.

L’Italia deve seguire l’esempio, e se non lo facesse, lo devono fare le Regioni e i Comuni, così referendum anche in Puglia, per dire un fortissimo no agli OGM!

FERROVIE SUD-EST: AVVIATA LA CONCERTAZIONE CON POLIDREAM

L’ultimo increscioso episodio, che ha visto l’annullamento senza preavviso di ben 2 corse da Polignano a Mare (Ba), che ha appiedato un centinaio di studenti, è servito quantomeno ad avviare un dialogo fra la nostra associazione e le FSE.

La nostra protesta al riguardo finalmente ha mosso i funzionari competenti, e ha avuto il merito di far partire quel tavolo di concertazione che sollecitavamo da almeno 2 anni, dall’inizio del progetto "LA PUGLIA è MOBILE".

Incontri periodici ed esame delle problematiche sul tappeto porteranno utenti ed azienda ad un confronto ufficiale, alla presenza dell’Assessore Regionale ai Trasporti, Mario Loizzo, in un pubblico convegno che si terrà tra febbraio e marzo 2006.

Nel frattempo Polidream sta facendo lo stesso intervento con tutte le altre aziende di trasporto pugliesi e non che lavorano nel nostro territorio.

In allegato la lettera che ha "mosso" la Sud-Est.

ANCHE L’EUROPA CONTRO I PRODOTTI CHIMICI

Finalmente anche la Commissione Europea comincia a prendere le distanze dalle varie sostanze chimiche, responsabili di varie patologie, allergie e mutazioni genetiche, evitate cibi in scatola;


non utilizzate le pellicole per avvolgere gli alimenti;


privilegiate il vetro, anche per il biberon;


evitate il più possibile il latte artificiale e allattate al seno;


non usate contenitori in policarbonato, riconoscibili con la scritta PC7 o solo 7;


evitate le tinture per capelli;


per gli abiti, evitate la pulizia a secco e l’uso di smacchiatori;

non usate deodoranti per la casa;


utilizzate smalti, vernici o colle ad acqua;


usate tende, tappeti o tessuti con fibre naturali, evitando schiume sintetiche, gommapiuma, lattice o plastica.

Attività di informazione del progetto "Il consumATTORE in Puglia"

BASTA COL TETRAPAK!

La vicenda del latte Nestlè ha il merito di porre al centro dell’attenzione dei consumatori la questione degli imballaggi.

Tetrapack significa petrolio, legno e bauxite, cioè inquinamento, deforestazione e diossina, con tutto quel che ne consegue in termini di trasporto di questo benedetto imballaggio.

Per poi scoprire puntualmente, come per il PVC o l’amianto, che quest’ennesima scoperta lede la salute dei consumatori.

La verità è che le merci devono tornare in contenitori il più possibilmente naturali e sostenibili, come il vetro.

E l’altra verità è che le aziende che inquinano devono pagare un’apposita tassa.

Solo queste due misure drastiche possono cominciare a risolvere il problema degli imballaggi.

Intanto, per la questione della Nestlè invitiamo tutti i consumatori in possesso delle confezioni incriminate di riportarle dal rivenditore e di farsele sostituire.

Polidream ha interessato della cosa anche la Procura della Repubblica di Bari.

BASTA COL TETRAPAK!

La vicenda del latte Nestlè ha il merito di porre al centro dell’attenzione dei consumatori la questione degli imballaggi.

Tetrapack significa petrolio, legno e bauxite, cioè inquinamento, deforestazione e diossina, con tutto quel che ne consegue in termini di trasporto di questo benedetto imballaggio.

Per poi scoprire puntualmente, come per il PVC o l’amianto, che quest’ennesima scoperta lede la salute dei consumatori.

La verità è che le merci devono tornare in contenitori il più possibilmente naturali e sostenibili, come il vetro.

E l’altra verità è che le aziende che inquinano devono pagare un’apposita tassa.

Solo queste due misure drastiche possono cominciare a risolvere il problema degli imballaggi.

Intanto, per la questione della Nestlè invitiamo tutti i consumatori in possesso delle confezioni incriminate a riportarle dal rivenditore e a farsele sostituire e mette a disposizione dei consumatori interessati il modulo per la riserva del risarcimento danno.

Polidream ha interessato della cosa anche la Procura della Repubblica di Bari.

BASTA COL TETRAPAK!

La vicenda del latte Nestlè ha il merito di porre al centro dell’attenzione dei consumatori la questione degli imballaggi.

Tetrapack significa petrolio, legno e bauxite, cioè inquinamento, deforestazione e diossina, con tutto quel che ne consegue in termini di trasporto di questo benedetto imballaggio.

Per poi scoprire puntualmente, come per il PVC o l’amianto, che quest’ennesima scoperta lede la salute dei consumatori.

La verità è che le merci devono tornare in contenitori il più possibilmente naturali e sostenibili, come il vetro.

E l’altra verità è che le aziende che inquinano devono pagare un’apposita tassa.

Solo queste due misure drastiche possono cominciare a risolvere il problema degli imballaggi.

Intanto, per la questione della Nestlè invitiamo tutti i consumatori in possesso delle confezioni incriminate a riportarle dal rivenditore e a farsele sostituire.

Polidream ha interessato della cosa anche la Procura della Repubblica di Bari e mette a disposizione dei consumatori interessati il modulo per la riserva del risarcimento danno.

SIAMO UOMINI O POLLI?

Ma possibile che i consumatori italiani siano così infantili e smemorati?Alimentaristi, scienziati, allevatori e consumeristi hanno affermato in tutte le salse e in maniera inequivocabile che il virus dei polli non solo viene distrutto durante la cottura, ma che non passa da pollo ad uomo; e i consumatori, dimentichi dell’esperienza "mucca pazza", si sono drasticamente allontanati da questo alimento genuino, magro e basilare.

Decretando, così, il fallimento di centinaia e centinaia di piccole aziende, specie pollerie e allevatori.

E’ così difficile per noi associazioni di consumatori fare talune operazioni di boicottaggio, per esempio contro banche e multinazionali, e invece la psicosi e il terrorismo sono riusciti a fare una megaoperazione di "boycot" esemplare.

Ci domandiamo: e per le piccole aziende che hanno chiuso i battenti non c’è nessun contributo?

Agli agricoltori, in caso di maltempo, lo si fa; alle grandi aziende, in caso di crisi, si attiva la cassa integrazione; invece, i pollivendoli devono morire?!

SIAMO UOMINI O POLLI?

Ma possibile che i consumatori italiani siano così infantili e smemorati?

Alimentaristi, scienziati, allevatori e consumeristi hanno affermato in tutte le salse e in maniera inequivocabile che il virus dei polli non solo viene distrutto durante la cottura, ma che non passa da pollo ad uomo; e i consumatori, dimentichi dell’esperienza "mucca pazza", si sono drasticamente allontanati da questo alimento genuino, magro e basilare.

Decretando, così, il fallimento di centinaia e centinaia di piccole aziende, specie pollerie e allevatori.

E’ così difficile per noi associazioni di consumatori fare talune operazioni di boicottaggio, per esempio contro banche e multinazionali, e invece la psicosi e il terrorismo sono riusciti a fare una megaoperazione di "boycot" esemplare.

Ci domandiamo: e per le piccole aziende che hanno chiuso i battenti non c’è nessun contributo? Agli agricoltori, in caso di maltempo, lo si fa; alle grandi aziende, in caso di crisi, si attiva la cassa integrazione; invece, i pollivendoli devono morire?!