Finalmente c’è stato il tanto atteso, e
Lo ha fatto

Unione Consumatori
Finalmente c’è stato il tanto atteso, e
Lo ha fatto
Nuove modalità per il servizio guasti di Telecom Italia: dal 1° aprile 2006 l’impegno tassativo è di ripristinare eventuali disservizi entro e non oltre 96 ore, ovvero 4 giorni.
In caso contrario, Telecom rimborserà 25 centesimi di euro per ogni ora di ritardo all’utente residenziale e 40 centesimi alla clientela affari.
Ma attenzione: per avere questo rimborso occorre fare un’apposita istanza.
In tal caso
Si cominciano ad affacciare sul mercato nuove aziende di erogazione dell’energia elettrica, frutto della privatizzazione e liberalizzazione del settore.
In Puglia stanno girando, "door to door", i venditori di
La cosa va anche bene, meglio che niente. Ma la decisione di cambiare gestore si arena quando si leggono le condizioni contrattuali, scritte come al solito con caratteri lillipuziani.
Per esempio, il foro competente è quello di Milano! Il che significa che l’utente per le controversie sarà costretto a difendersi in quel di Lombardia, pagando due legali, uno in loco e uno a Milano.
Poi, il servizio di queste nuove società non si basa sull’apertura di uffici di consulenza e assistenza o su call centers informativi.
Niente Carta dei Servizi, niente procedura di conciliazione, nessuna osservanza del Codice Unico del Consumo.
Insomma, se questa è l’aria che tira per la concorrenza ad ENEL, stiamo freschi: si va dalla padella alla brace!
Le tanto pubblicizzate e osannate tariffe ENEL, che sembrano così invitanti e vantaggiose per i consumatori, sono quelle che Totò definirebbe "una ciofeca".
Non solo l’utente deve ricordarsi a che ora parte la fascia blu e preoccuparsi di far lavorare gli elettrodomestici a determinate ore; non solo il risparmio è irrisorio e per nulla sicuro (alla larga da chi afferma "fino a 50 euro": che significa "fino a"?), ma il consumatore che accetta una delle nuove tariffe viene subito tartassato di nuove quote fisse:
20,64 euro all’anno per le tariffe SERA, WEEKEND, UNA e OTTOSETTE;
43,48 euro per DUE e MARI E MONTI. Queste nuove spese per il consumatore sono sicure, partono subito, e questo la pubblicità non lo dice per niente!
E poi, come fare a fidarsi dei vari cambiamenti tariffari che l’ENEL può fare in ogni momento, e senza consultare gli stessi utenti?
Il consiglio di Polidream è di non abboccare all’amo e di tenersi la già carissima bolletta attuale.
Ogni volta che si fa un contratto con ENEL, TELECOM, ACQUEDOTTO, AZIENDA DEL GAS, TIM, WIND, VODAFONE o 3, ci si trova di fronte al versamento di mille oboli, ma soprattutto di acconti sui consumi, quote fisse mensili o costi di ricarica.
Alla Telecom si versano 103,29 euro di anticipo conversazioni, al gas 77 euro di deposito cauzionale, e via dicendo.
MA PERCHE’?
Perchè l’azienda non si fida dell’utente?!
Ma è esattamente il contrario: sono i consumatori che non si fidano delle aziende e dovrebbero chiedere le cauzioni.
Per non parlare delle quote fisse mensili:
3 euro all’Enel e all’AQP, 5 al gas, 15 alla Telecom.
Questi addebiti erano nati per garantire il servizio universale: pagavamo poco tutti e si portavano luce, acqua, gas e telefono sull’isola o sul cocuzzolo della montagna.
Ma non è più cosi: i servizi ormai arrivano ovunque, e allora cancelliamo questi costi fissi!
E’ già passato qualche anno da quando sono stati installati i nuovi contatori ENEL ed è tempo di bilanci.
Quasi tutti i consumatori interessati lamentano bollette salatissime: sembra che i consumi siano saliti mediamente del 40-50%!
Ma com’è possibile?Ne è nata una polemica fra associazioni dei consumatori, tecnici ed ENEL, che rischia di diventare dirompente, e che noi della Polidream abbiamo portato dinanzi all’
E’ vero, i vecchi contatori, essendo meccanici, non erano molto precisi, ed era un’inesattezza che andava a vantaggio dell’utente, ma i nuovi misuratori si sono rivelati terribili: i consumatori, senza che abbiano cambiato le loro abitudini, si ritrovano a pagare cifre spropositate.
E molti tecnici hanno addebitato la cosa ad una sorta di "iperfunzionamento" dei nuovi contatori, poichè sembra che, oltre che misurare l’energia "attiva", misurino quella "reattiva", non effettivamente consumata dall’utente.
L’ENEL si difende, dicendo che in parte è vero, ma questo non incide sulla bolletta finale.
DOV’E’ LA VERITA’?
E’ quello che chiediamo urgentemente all’Autority.
Intanto chiediamo ai consumatori di continuare a segnalarci gli iperconsumi delle loro utenze.
L’art. 17 comma 3 delle Condizioni Generali di Abbonamento della Telecom impone alla stessa azienda di rispondere entro 30 giorni per iscritto ai reclami degli utenti.
Ebbene, la Telecom non lo fa quasi mai.
Arrivano solleciti, avvisi di mancato addebito sui conti correnti, minacce di disattivazione, ma la risposta al reclamo no!
In questi casi la Telecom non può disattivare senza avere prima risposto al reclamo; e tale risposta è essenziale per accedere alla
Ve li ricordate gli spots estivi delle aziende di telefonia, già
Le opzioni condannate sono:
TIM 1 X TUTTI
WIND HAPPY CITY
VODAFONE 600 EURO IN REGALO.
Sono ormai passati 5-6 anni da quando le grandi aziende, come Telecom o Enel, hanno deciso di chiudere gli uffici di zona e di avere rapporti con l’utenza solo tramite i call center.
Qualche anno fa eravamo anche noi a chiedere tale servizio telefonico.
Ma oggi, alla luce dei disagi, dei disservizi e delle incompetenze mostrate fin qui, possiamo tranquillamente affermare che i call center sono stati e sono un autentico fallimento.
Si sono rivelati troppo complicati, con le varie funzioni delegati ai tasti del telefono;
producono attese di decine di minuti; gli operatori, poi, non avendo l’interlocutore di fronte, fanno e disfanno quello che vogliono; le categorie svantaggiate, come anziani, disabili e semianalfabeti, stentano ovviamente ad usarli.
In realtà, i call center hanno solo fatto risparmiare costi di gestione alle grandi aziende, senza che questo risparmio venisse riversato sulle tasche degli utenti; anzi, canoni e quote fisse sono saliti sempre di più.
La soluzione sta in giusto mix fra servizio telefonico, al quale delegare solo le operazioni più semplici, e il ripristino di uffici di zona, ai quali rivolgersi per le pratiche più complesse.
E’ quanto chiederà Polidream alle Autority competenti.
L’Osservatorio "Il consumATTORE IN PUGLIA" ha analizzato le diverse tariffe esistenti in Italia per il servizio ADSL.
I prezzi cominciano a scendere, il servizio a migliorare, e quindi consigliamo i consumatori di ponderare attentamente l’eventualità di attivare l’ADSL, tenendo conto che in alcuni casi è sostitutivo del classico telefono.
Ma vediamo le varie offerte FLAT, con costi e velocità di connessione:
TELECOM € 19,95 al mese 640 kbit/s
WIND € 19,95 al mese 4 Mega
TELEDUE € 18,90 al mese 640 kbit/s
TISCALI € 19,95 al mese 2 Mega
FASTWEB € 40,00 al mese 6 Mega
Tutti i gestori hanno bisogno di Telecom, e quindi si paga il canone, tranne uno, TISCALI.
Infatti TISCALI, con l’ultima offerta, ha rotto il muro del canone Telecom, offrendo ai consumatori la possibilità di telefonare senza pagare più il canone.
Il sistema usato è quello VOIP, che utilizza l’ADSL per far viaggiare anche la voce, e a costi anche più bassi rispetto a tutti gli altri gestori: 1 eurocent al minuto per le chiamate locali, 3 eurocent per le nazionali e 21 eurocent per i cellulari.
Si può fare ancora meglio, e speriamo che l’esempio Tiscali stimoli la concorrenza degli altri gestori.