CANONE RAI, SI LITIGA SOLO A TORINO!

Forse non tutti sanno che se si vuole fare causa alla RAI per una questione di canone, si è costretti a fare causa per forza a Torino.

Infatti il foro competente in tali casi è ancora e solo quello di residenza della sede dell’Azienda, che è appunto in Piemonte.

Ormai una serie di leggi, e soprattutto il Codice del Consumo, obbliga tutte le aziende a fare la causa nel foro di residenza del consumatore; ma per le amministrazioni statali non vale ancora la stessa regola.

E’ come per le multe: se un siciliano prende la multa in Friuli, deve andare a difendersi a mille chilometri di distanza!

Ma è possibile che non si riescano a cambiare queste regole borboniche?

E ci chiediamo: la cosa è voluta, o è pura distrazione dei nostri governanti, che vivono in un mondo tutto loro?

RICOMINCIAMO DALLA TRE

La TRE si è stata buona e zitta per qualche mese, dopo l’abolizione dei costi di ricarica sui cellulari, e poi ha lanciato i suoi aumenti e i suoi diktat nei confronti dei suoi clienti.

Infatti dal 1° settembre aumenta le tariffe, e in questi giorni sta avvertendo i suoi utenti con SMS e messaggi vari.

Nello stesso tempo ha mantenuto inalterate le penali in caso di recesso dal contratto, il che funge da deterrente per chi vuole scappare dalla TRE.

E. dulcis in fundo, minaccia di chiudere le schede non ricaricate nei tempi indicati.

Siamo di fronte ad una palese violazione delle leggi Bersani, e a questo punto non resta che rivolgere un caldo invito ai clienti della TRE a cambiare operatore e un appello all’Autority delle Comunicazioni ad occuparsi di tale vicenda, sanzionando duramente i comportamenti vessatori della compagnia telefonica.

GAS, AUMENTA LA BOLLETTA IN PUGLIA

Il Consiglio Regionale pugliese ha approvato l’aumento dell’imposta di consumo sulle bollette del gas.

L’aumento è di 5 centesimi al metro cubo e serve, così dice il Presidente Vendola, ad "allinearsi" alle altre regioni.

Vogliamo solo sottolineare due aspetti di enorme importanza:

1) se la Puglia ha l’urgenza di "allinearsi" alle altre regioni, perchè non lo fa anche per altri settori, come i rifiuti, la sanità, la scuola, i trasporti, e chi più ne ha più ne metta? Chissà perchè, gli allineamenti scattano solo quando c’è da fare un aumento!

2) per queste decisioni, che coinvolgono i consumatori, la Regione deve consultare obbligatoriamente le associazioni dei consumatori, così come recita la Legge Regionale n. 12/06 sui diritti dei consumatori-utenti.

Chiediamo ufficialmente a Vendola di ritirare il provvedimento e di aprire una seria concertazione con le associazioni dei consumatori. Ma non solo sull’imposta di consumo del gas. La concertazione la vogliamo su tutte le tasse regionali, dall’addizionale IRPEF al bollo auto, dall’imposta sui carburanti alle tasse universitarie, dagli oneri aggiuntivi sulle bollette della luce ai vari tributi e bolli amministrativi.

Presidente, attendiamo una Sua risposta.

IL SOLLECITO MI FA IL SOLLETICO!

Non si contano, ormai, le lettere di sollecito pagamento che giungono ai consumatori da parte di varie aziende, specialmente telefoniche.

Si tratta, quasi sempre, non di semplici morosità, ma di contratti e servizi mai richiesti, oppure di bollette reclamate o conciliate, e perciò non pagate.

Ma le aziende se ne fregano e inviano lo stesso queste lettere; oppure sono talmente disorganizzate, della serie "la mano destra non sa cosa fa la sinistra", che sollecitano pure clienti fantasma!

La cosa importante, comunque, da dire ai consumatori è che non c’è da preoccuparsi. Molti utenti si agitano, cominciano a telefonare alla società di recupero credito, si preparano a pagare pur di evitare la rogna.

Ma sbagliano! Perchè queste lettere sparano "a salve".

Per legge questi solleciti devono essere fatti per raccomadata con ricevuta di ritorno, e invece le lettere sono sempre inviate per posta prioritaria. Il che significa proprio che le aziende creditrici non fanno sul serio, tentano solo di intimidire gli utenti.

Queste lettere vanno solo stracciate. Oppure, se proprio ci si preoccupa, portarle presso le nostre sedi, i cui delegati vi toglieranno tutti i dubbi.

BOLLETTA LUCE, MA QUANTO COSTA UN CHILOWATT?

Ma è possibile che in tempi di semplificazione e di trasparenza le bollette diventino ancora più astruse e complicate?

Provate a capire, per esempio, il costo di un KW sulle bollette della luce: c’è da diventare matti!

Specialmente con i nuovi gestori, che non si sognano nemmeno, come fa l’ENEL, di scrivere le letture del contatore, in modo che facendo due conti sul consumo effettuato, più o meno si arriva a capire il costo medio di un KW.

Niente di semplice. Sulla bolletta il costo viene suddiviso in mille voci, che poco interessano al consumatore, e che alla fine confondono solo le idee e non aiutano a confrontare i prezzi dei vari operatori.

Praticamente la normativa attuale impone di scrivere in bolletta il prezzo dell’energia all’ingrosso, il costo dell’approvvigionamento, la tariffa di trasmissione, le varie imposte una per una: insomma il massimo della precisione!

E’ strano che quando chiediamo, invece, di far apporre il prezzo all’ingrosso sui cartellini dei prezzi di frutta e verdura, questa richiesta ci venga bocciata! Eppure è la stessa cosa, ed è pure di più facile attuazione e comprensione!

Ci rivolgiamo al Ministro bersani e all’Autority competente: ci vuole molto ad emanare un provvedimento di due righe, nel quale si dice che nelle fatture va specificato il costo lordo di un chilowatt?

CRISI IDRICA: I CONSUMATORI VOGLIONO SOLUZIONI!

E’ incredibile come nel 2007 il problema della mancanza di acqua sia uguale a quello di 30 anni fa!

Tre province, Taranto, Brindisi e Lecce, tra l’altro ad alta vocazione turistica, e proprio nel "clou" dell’estate, lasciate letteralmente a secco!

E i nostri politici, invece di cercare soluzioni a lungo termine, tamponano la situazione con rimedi di corto respiro, e soprattutto litigano fra di loro sulle responsabilità!

Dovrebbero dimettersi tutti alla Regione, maggioranza ed opposizione, per manifesta incapacità: nessuno di loro si è posto mai il problema, l’unico problema era quello delle poltrone, di chi doveva dirigere l’Acquedotto Pugliese.

Quello stesso Acquedotto che un anno fa ha festeggiato il suo centenario, spendendo la bellezza di 800.000 euro!

All’epoca ci siamo permessi di dire: ma quale celebrazione, con gli stessi soldi si potevano regalare a tutte le famiglie pugliesi i riduttori di erogazione, e avremmo risparmiato il 40% di acqua!

L’ennesima proposta caduta nell’oblio!

I rimedi sono risaputi, è inutile arrampicarsi sugli specchi e cercare soluzioni "geniali", che servono solo a perdere tempo (e acqua).

I rimedi sono solo due: eliminare quel pesantissimo 55% di perdite idriche "per strada", rifacendo le condutture, e ridurre ogni tipo di spreco, sia per gli usi domestici che quelli imprenditoriali.

I Consorzi di Bonifica, che ormai non servono più a nulla, potrebbero servire allo scopo, se la Regione di decidesse a ridefinire il ruolo di questi carrozzoni.

E anche i Comuni, di concerto con le associazioni dei consumatori, potrebbero fare anche la loro parte, non solo con la sensibilizzazione al risparmio idrico, ma con compiti di controllo sui consumi degli utenti, imprese ed agricoltori.

Intanto al Presidente dell’Acquedotto Pugliese vorremmo solo ricordare quello che recita la Carta dei Servizi al punto IV.2.4.6.: in caso di crisi idrica le associazioni dei consumatori devono essere obbligatoriamente consultate sulle misure da adottare.

Ovviamente, questo non è successo, perché le Carte dei Servizi sono solo “servizi sulla carta”, fatte solo per stare burocraticamente a posto. E poi il consumatore deve essere bravo solo a pagare, e a fare la fila alle autobotti!

OO1: LICENZA DI TRUFFARE!

E’ la nuova frontiera dei "dialer"telefonici: dopo il 144, il 166, il 709 e l’899, arriva lo 001!

E’ la numerazione speciale a tariffazione maggiorata, nella quale si potrà incappare navigando in internet.

Quindi diciamo ai consumatori: OCCHIO MENTRE NAVIGATE!

E soprattutto, nel caso si incappi in questo tipo di navigazione, occorre subito denunciare l’accaduto alla Polizia Postale o alla più vicina Caserma dei Carabinieri, oltre ad inoltrare reclamo e ad effettuare il pagamento della relativa per differenza, decurtando le somme "truffaldine".

Quest’ennesimo episodio dimostra l’insufficienza dell’attuale normativa: occorre essere piùrigidi ed ABOLIRE DEL TUTTO LE NUMERAZIONI SPECIALI, o tutt’al più attivarle solo per i consumatori che ne fanno apposita e consapevole richiesta.

Le nostre sedi sono a disposizione per la consulenza e l’assistenza agli utenti.

BOLLETTE: DOPO 5 ANNI NON SI PAGA PIU’

Il tempo di conservazione delle ricevute delle bollette, lo sanno ormai anche le pietre, è di 5 anni.

E non è un lasso di tempo preso a caso, ma deciso da un articolo del Codice Civile, il 2948.

Ma c’è ancora qualche azienda che fa finta di dimenticarselo, e pretenderebbe che il consumatore esibisse, anche a distanza di dieci anni, le ricevute dei pagamenti.

Fra queste aziende spiccano il nostro Acquedotto Pugliese e la TIM.

L’uno incarica il proprio servizio legale, l’altra affida il compito ad una società di recupero credito, e tutto per fare qualcosa di illegale all’elevata potenza: spillare quattrini a consumatori ignari della prescrizione!

Ovviamente abbiamo diffidato le due aziende dal proseguire in quest’azione scandalosamente illegittima, e diffideremo chiunque tenti di truffare in questa maniera utenti che ormai hanno buttato giustamente le ricevute delle bollette.

A questi cittadini diciamo: continuate a segnalarci queste nefandezze, provvederemo noi a far salire in alto la protesta!

CONTRATTI E SERVIZI NON RICHIESTI: LA TRUFFA CONTINUA ANCORA!

Non si fermano ancora, nonostante gli altolà di Ministeri, Autority e Garanti.

Nonostante le denunce quotidiane delle associazioni dei consumatori.

Nonostante le denunce di migliaia di cittadini presso le caserme dei Carabinieri.

Sono i venditori per telefono di contratti e servizi vari, soprattutto telefonici.

Wind, Telecom, Tim, H3G, i nuovi operatori di energia elettrica e gas, mille aziende conosciute e non, ci tempestano di telefonate e ci appioppano senza il nostro volere servizi inutili e costosi.

Ormai ultimamente si è passato ogni limite, perchè ti fanno il contratto senza nemmeno chiamarti!

E’ una situazione ormai scandalosa ed inverosimile! Occorre porre un freno a tutto ciò!

E lo si può fare in un’unica maniera: ABOLIRE I CONTRATTI PER TELEFONO!

Il Ministro Bersani scriva queste due righe di legge e sarà ringraziato da tutti i consumatori italiani!

LUCE E GAS, NIENTE AUMENTI DAL 1° LUGLIO

Dal primo luglio non ci saranno aumenti per la luce, mentre i prezzi del gas subiranno una riduzione dell’1,6 per cento rispetto al trimestre precedente”. Queste le decisioni prese dall’Autorità per l’energia elettrica e il gas per il terzo trimestre 2007 (luglio-settembre).

Per la fornitura di energia elettrica alle famiglie, sono state definite le “condizioni standard”, che implicano un prezzo invariato rispetto al precedente trimestre: 15,53 centesimi di euro per kwh al lordo delle imposte.

Per il gas, l’Autorità ha definito come “condizioni economiche di fornitura” un prezzo di 65,68 centesimi di euro al metro cubo, con una diminuzione del 1,6 per cento rispetto al trimestre precedente, pari a 1,10 centesimi di euro/mc. Questo comporterà per la famiglia con consumi medi (1.400 metri cubi all’anno) una minore spesa annuale di 15 euro.

La nostra battaglia contro eventuali aumenti dovuti alla confusione della neo-liberalizzazione è dunque vinta! Ma dobbiamo vigilare sempre, e pertanto invitiamo sempre i consumatori a farci pervenire le loro segnalazioni a riguardo.