IL FLOP DELLA LIBERALIZZAZIONE DELL’ENERGIA

Vogliamo farlo un bilancio della pseudo-liberalizzazione dell’energia elettrica e del gas?

Vogliamo dare una risposta sintetica? E’ UN AUTENTICO FLOP!!!

Il primo effetto che gli utenti italiani avrebbero dovuto avvertire è quello del ribasso delle tariffe. Inutile dire che si è visto tutto il contrario, e non solo per gli effetti perversi dell’aumento del prezzo del petrolio. In realtà, sul fronte tariffe nessun nuovo operatore può fare miracoli, poichè il prezzo, sia della luce che del gas, è praticamente intoccabile, sia nelle componenti varie della tariffa, sia a livello fiscale che, come sappiamo, è tutt’altro che indifferente: pensate che il metro cubo di gas esentasse costa circa 0,40 euro,ma con le varie imposte sale alla bellezza di 0,90 euro!

L’altra conseguenza della liberalizzazione sarebbe dovuta essere quella dell’aumento della qualità del servizio: qualcuno si è accorto di un miglioramento del servizio? Oppure le indebite disattivazioni, i black out, le mancate ricezioni di fattura, le bollette indebitamente salate hanno continuato ad imperversare?

Insomma, il bilancio per ora è del tutto negativo, e non si intravedono all’orizzonte correzioni di rotta, onde poter raddrizzare la barra del timone. Anzi, sia il governo che l’opposizione si dichiarano stracontenti della liberalizzazione e la vogliono allargare, allargare, allargare! 

Alla larga da questa liberalizzazione portata anche negli altri settori!

Se si vuole veramente la strada della "vera" liberalizzazione, occorre fare 3 cose, SUBITO:

diminuire drasticamente il carico fiscale sulle bollette;

svincolare la tariffa dai lacci e lacciuoli attuali, in modo che l’operatore possa offrire al mercato un prezzo libero e concorrenziale;

costituire una Consulta Permanente di Controllo del piano di liberalizzazione, con rappresentanti dei consumatori, delle aziende e del governo, presenti in misura paritaria.

Altrimenti continueremo ad avere una liberalizzazione solo di facciata e burocratica, che non farà bene a nessuno! 

Vogliamo farlo un bilancio della pseudo-liberalizzazione dell’energia elettrica e del gas?

Vogliamo dare una risposta sintetica? E’ UN AUTENTICO FLOP!!!

Il primo effetto che gli utenti italiani avrebbero dovuto avvertire è quello del ribasso delle tariffe. Inutile dire che si è visto tutto il contrario, e non solo per gli effetti perversi dell’aumento del prezzo del petrolio. In realtà, sul fronte tariffe nessun nuovo operatore può fare miracoli, poichè il prezzo, sia della luce che del gas, è praticamente intoccabile, sia nelle componenti varie della tariffa, sia a livello fiscale che, come sappiamo, è tutt’altro che indifferente: pensate che il metro cubo di gas esentasse costa circa 0,40 euro,ma con le varie imposte sale alla bellezza di 0,90 euro!

L’altra conseguenza della liberalizzazione sarebbe dovuta essere quella dell’aumento della qualità del servizio: qualcuno si è accorto di un miglioramento del servizio? Oppure le indebite disattivazioni, i black out, le mancate ricezioni di fattura, le bollette indebitamente salate hanno continuato ad imperversare?

Insomma, il bilancio per ora è del tutto negativo, e non si intravedono all’orizzonte correzioni di rotta, onde poter raddrizzare la barra del timone. Anzi, sia il governo che l’opposizione si dichiarano stracontenti della liberalizzazione e la vogliono allargare, allargare, allargare! 

Alla larga da questa liberalizzazione portata anche negli altri settori!

Se si vuole veramente la strada della "vera" liberalizzazione, occorre fare 3 cose, SUBITO:

diminuire drasticamente il carico fiscale sulle bollette;

svincolare la tariffa dai lacci e lacciuoli attuali, in modo che l’operatore possa offrire al mercato un prezzo libero e concorrenziale;

costituire una Consulta Permanente di Controllo del piano di liberalizzazione, con rappresentanti dei consumatori, delle aziende e del governo, presenti in misura paritaria.

Altrimenti continueremo ad avere una liberalizzazione solo di facciata e burocratica, che non farà bene a nessuno! 

TELECOM, UNA NOTIZIA BUONA E UNA CATTIVA

Prima la buona notizia: dal 1° luglio 2008, finalmente, la documentazione del traffico sarà tutta "in chiaro", cioè non saranno più oscurate le ultime 3 cifre. Quindi si potrà capire se veramente i numeri telefonici che compaiono sono stati realmente chiamati dall’utente, e di conseguenza sarà più agevole reclamare o denunciare casi di "pirateria" alla Polizia Postale o ai Carabinieri.

Insomma, l’ennesima vittoria ottenuta grazie alla tenacia delle nostre richieste, ripetutamente fatte in questi anni all’Autorità Garante delle Comunicazioni.

Veniamo alla notizia cattiva: è stata rinviata a settembre l’entrata in vigore della nuova normativa sui numeri speciali, che tanto ha fatto e fa penare gli utenti di mezz’Italia. Ricordiamo, le nuove regole finalmente permettevano l’attivazione degli 899, 709, affini e collaterali, solo ai consumatori che ne facevano espressa richiesta.

Tutto rimandato a settembre, perchè alcune società che gestiscono i maledetti numeri, che di speciale hanno solo il costo elevato, avevano effettuato ricorso alla relativa Delibera dell’Autority presso il TAR Lazio, che aveva pure dato loro ragione!

Ma non demordiamo: otterremo a settembre quello che ci è stato negato a giugno!

Invitiamo tutti i consumatori a sottoscrivere la petizione proprio su tale tema nella relativa sezione del nostro sito.

ENEL, FINALMENTE SI CONCILIA!

Dal 18 giugno 2008 finalmente parte la conciliazione anche per le bollette della luce. Dopo due anni di sperimentazione di tale procedura in Piemonte, il servizio si estende a tutto il territorio nazionale.

Cosa cambia per gli utenti? Finalmente potranno dirimere le loro controversie non più ricorrendo alle classiche, costose e lunghe vie legali, ma usufruendo della procedura di conciliazione, rapida e gratuita.

D’altronde, gli esempi positivi di Telecom Italia, TIM, Poste e Acquedotto Pugliese insegnano ormai tantissimo, poichè nel corso degli ultimi anni queste aziende, proprio grazie alla conciliazione, hanno non solo tagliato le spese legate al contenzioso legale, ma hanno migliorato il loro rapporto con l’utenza e la loro stessa immagine.

La procedura dell’Enel è molto simile a quella di queste aziende: prima si effettua il reclamo, e dopo 30 giorni, sia in caso di mancata risposta che di esito negativo, si può attivare la conciliazione, compilando una modulistica apposita presso un’associazione dei consumatori. Successivamente, la commissione di conciliazione, composta da un rappresentante dell’Enel e da uno dell’associazione di consumatori, si riunirà entro 30 giorni e proporrà una decisione in merito alla controversia.

L’ambito iniziale di applicazione riguarda tre casistiche:

elevati consumi dovuti a cattivo funzionamento del misuratore;

fatture anomale degli ultimi due anni;

riduzione di potenza o sospensione della fornitura.

Certo, è un ambito ancora ristretto, perchè restano fuori molti altri casi, fra cui soprattutto quelli legati alla qualità del servizio e ai danni conseguenti ai vari disservizi, ma è già una buona partenza. Vedremo pian piano di convincere l’Enel a diffondere maggiormente la cultura conciliativa.

Le nostre sedi sono a completa disposizione dei consumatori che hanno problemi con le bollette della luce.

TELECOM: 13 QUESTIONI IRRISOLTE

Il 20 maggio 2008 si tiene a Bari la convention regionale fra Telecom Italia ed associazioni dei consumatori pugliesi.

Sarà l’occasione per fare il bilancio di un intenso anno, a cavallo fra 2007 e 2008, che ha visto ancora una volta da una parte i consumatori della nostra regione invischiati in numerose problematiche proprio col maggior gestore telefonico, e dall’altra le associazioni dei consumatori protagoniste di battaglie a tutela degli utenti.

Ci sono ancora molte zone d’ombra nella pratica commerciale quotidiana della Telecom, va dato atto a questa azienda di essere stata la prima, nel lontano 1994, a credere nella procedura di conciliazione, anche se ancora oggi, strabicamente ed incoerentemente, non la pubblicizza; e soprattutto è l’unica azienda che incontra annualmente le associazioni per fare il punto della situazione.

L’anno scorso sollevammo parecchi problemi, fra i quali il maggiore coinvolgimento delle associazioni dei consumatori nel recupero credito, il miglioramento del servizio ADSL, la revisione dell’importo dell’anticipo conversazioni, ma soprattutto il potenziamento dell’ufficio conciliazioni di Bari: ebbene, a distanza di un anno, possiamo affermare che una risposta c’è stata, e la situazione è alquanto migliorata.

Ma molto resta ancora da fare, per tutelare di più i consumatori e, secondo noi conseguentemente, per migliorare i conti dell’azienda. Ecco, in sintesi, le 13 cose che chiederemo a Telecom:

1) evitare le indebite disattivazioni di linea, soprattutto conseguenti a reclami e conciliazioni;

2) attivare linea o traslochi nei termini previsti, ovvero 10 giorni dopo l’istanza;

3) basta con i servizi non richiesti;

4) la documentazione traffico deve essere inviata senza alcuna richiesta dell’utente;

5) la penale per errori in elenco deve aumentare;

6)la penale per le indebite disattivazioni deve aumentare;

7) la risposta ai reclami e gli operatori 187 devono informare gli utenti sulla procedura di conciliazione;

8) nell’avantielenco devono essere riportati gli estremi delle sedi provinciali o regionali delle ass. consumatori (nell’elenco 2008 sono addirittura scomparsi anche i riferimenti nazionali);

9) deve avviarsi a soluzione il “digital divide”, portando l’ADSL in campagne e frazioni;

10) sul fronte tariffe va abolito lo scatto alla risposta e ridotti i costi fisso-mobile e i costi per l’ADSL;

11) vanno abolite le spese di spedizione in bolletta illegittime ( aziende del gas, di energia elettrica e acquedotti non le addebitano);

12) gli interessi di mora sono da rivedere, poiché in taluni casi diventano usurai: si deve applicare un tasso fisso su base annua, così come fanno le aziende delle altre utenze;

13) occorre semplificare il call center: un tasto solo per parlare con l’operatore e basta!

Ci auguriamo ancora una volta di essere ascoltati.

DIGITAL DIVIDE, LA REGIONE E IL CORECOM SI MUOVANO!

In Puglia metà della popolazione non può ancora connettersi ad internet tramite ADSL: il cosiddetto "digital divide" colpisce più che altrove!

Tutte le campagne, le frazioni di città e cittadine, il subappennino dauno, le periferie, ma anche quartieri interi di città, non godono il diritto di collegarsi alla rete in modo moderno e veloce.

Ed internet, per aziende e famiglie, è ormai essenziale, indispensabile.

La Regione Puglia, in mezzo ai vari POR, PIT, PUG, Accordi di Programma e quant’altro, non ha quasi mai pensato a questa che è ormai l’infrastruttura più importante, sia per il mondo imprenditoriale che per gli stessi consumatori.

Diventa assolutamente improcrastinabile un impegno in tal senso da parte della Regione. E d’altronde l’apertura in Puglia del ., propaggine regionale dell’Autority delle Comunicazioni, doveva servire anche allo sviluppo delle telecomunicazioni su tutto il nostro territorio.

Ma così non è stato, poichè si assiste alla politica del "laissez faire", lasciando libertà al mercato, che dunque per ovvie ragioni di scarso profitto non farà mai giungere l’ADSL nelle zone più marginali.

Cioè proprio lì dove la rete serve maggiormente!

Occorre sollecitare i vari gestori telefonici, in primis la Telecom, a coprire tutto il territorio, e questo non lo possono fare, da sole, le associazioni dei consumatori.

E’ compito di Regione e CO.RE.COM. muoversi in tal senso!

ACQUEDOTTO PUGLIESE: CARTA SERVIZI E CONCILIAZIONE DA RISCRIVERE

L’attuale Carta del Servizio Idrico Integrato dell’Acquedotto Pugliese risale al 2001.

Il Regolamento di Conciliazione Paritetica è stato scritto nel 2002.

Nel frattempo sono nati il Codice del Consumo (D.L. 206/05) e la Legge Regionale sui Diritti dei Consumatori (L.R. 12/06).

Numerose controversie fra Azienda ed utenti non trovano ormai risposte nella Carta del Servizio, o peggio vi trovano una risposta illegittima e datata.

Spesso e volentieri, quando si attiva la procedura di conciliazione, ci si sente rispondere che la materia non è pertinente e non sottoponibile alla Commissione.

Insomma, occorre un’urgente ristesura sia della Carta che del Regolamento: è quello che abbiamo chiesto all’Acquedotto, alla Regione Puglia e all’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale.

Speriamo di essere convocati a breve, in modo da poter porre le nuove basi per la risoluzione dei conflitti fra consumatori e Acquedotto.

ENEL ENERGIA DEVE CAMBIARE NOME!

In questi giorni migliaia di utenti da tutta la Puglia ci stanno segnalando telefonate strane da parte di presunti addetti dell’ENEL e l’invio per posta di materiale cartaceo, sempre pseudo-ENEL.

Ebbene, non si tratta della "classica" ENEL, che adesso si chiama ufficialmente ENEL DISTRIBUZIONE, bensì di ENEL ENERGIA, che è una nuova azienda del mercato libero, e che sta approfittando dello stesso nome dell’ENEL per disorientare ed ingannare i consumatori, che rispondono al telefono o firmano i contratti che giungono per posta, convinti che si tratti della vecchia ENEL.

Se a questo si aggiunge che la nuova azienda non dà assolutamente alcuno degli sconti promessi, non legge il contatore, non ha un ufficio reclami, ha un contratto scritto malissimo e non ottemperante il Codice del Consumo, non cura i guasti, le dispersioni ed altri inconvenienti tecnici, allora diventa chiaro che non vale proprio la pena cambiare casacca per l’utente.

Ma la cosa che più ci fa arrabbiare è questo furbesco uso del nome "ENEL", per cui abbiamo chiesto all’Autority che imponga all’Azienda un deciso cambio di ragione sociale.

INTERNET GRATIS PER I NON VEDENTI

La Delibera 514/07/CONS dell’Autorità per le Garanzie nelle Comunicazioni riserva piacevoli novità anche per i ciechi.

Infatti l’art. 4 prevede espressamente che gli operatori di telefonia con accesso ad Internet debbano riconoscere agli utenti non vedenti e al loro nucleo familiare la fruizione di almeno 90 ore mesili gratuite di navigazione Internet.

Anche questa è una notizia che nessun telegiornale ha dato, ma riguarda migliaia di consumatori, a cui viene data la possibilità di accedere gratis alla rete in media 3 ore al giorno.

Per effettuare l’istanza basta inoltrare all’operatore telefonico la domanda, corredata da certificazione medica dell’Autorità Sanitaria competente e un’autocertificazione del proprio stato di famiglia.

Le nostre sedi sono a disposizione per ogni tipo di consulenza ed assistenza.

NIENTE PIU’ CANONE TELECOM PER I NON UDENTI

L’Autority delle Comunicazioni ha emanato l’ennesima misura, è il caso di dirlo, passata "in sordina".

Dal 1° febbraio 2008 i nuclei familiari al cui interno vi è un cittadino non udente non devono pagare più il canone Telecom.

E’ una piccola grande vittoria che occorre far sapere a tutti i consumatori interessati, ai quali chiediamo di recarsi presso le nostre sedi, onde poter essere assistiti nella pratica.

La Delibera in questione è la 514/07/CONS e prevede che l’utente invii alla Telecom solo la certificazione medica rilasciata dalla Commissione dell’Autorità Sanitaria competente e un modello di autocertificazione del proprio stato di famiglia.

GAS: L’IVA AL 10% E’ UNA PRESA IN GIRO!

Dal 1° gennaio 2008, dopo anni e anni di battaglie e di attese, finalmente l’IVA sulle bollette del gas è passata al 10%!

VITTORIA? NO! Purtroppo no!

L’IVA si è dimezzata solo per gli utenti che consumano meno di 480 mc. annui di gas.

E questo significa che, per chi accende i termosifoni, l’IVA resterà al 20%, perchè è praticamente impossibile consumare meno di questo "tetto".

Mediamente si consumano 6-7 mc. al giorno durante l’inverno, e questo vuol dire superare nettamente i 600-700 mc. solo durante il periodo freddo; figuriamoci ad aggiungerci il resto dell’anno!

Quale mente contorta ha partorito questa norma?

O meglio, chi crede che i consumatori italiani siano idioti?

Inutile dire che la nostra battaglia continua!

Aver ottenuto questa novità lo consideriamo solo il primo passo per ottenere l’IVA al 10% per ogni tipo di consumo!

I "signori dell’IVA al 20%" hanno cominciato ad arrendersi!