ADSL: COM’E’ LUNGO LO SWITCH!

E’ a dir poco incredibile quello che capita ad un utente italiano che voglia semplicemente cambiare il gestore del proprio servizio ADSL.!

Hai voglia a fare leggi, normative, circolari, interventi dell’Autority e provvedimenti sanzionatori dell’Antitrust! Alla fine il risultato è sempre lo stesso: il consumatore resta senza servizio per giorni, settimane, a volte anche mesi, alle prese con tutti gli adempimenti burocratici del caso.

Ti metti in contatto col nuovo operatore e ti comunica che serve il codice di migrazione. Telefoni al vecchio gestore, e magari dice che non risulta pervenuta alcuna disdetta. Ricontatti il nuovo e gli chiedi se l’attivazione del servizio è possibile farla anche in assenza del codice. Insomma, una telenovela infinita, che non ha fine nemmeno quando tutte le carte sono a posto, perchè magari il vecchio modem non connette più, e non sai se ne serve uno nuovo o basta una sua riconfigurazione. Il che significa chiamare un tecnico, e Dio solo sa quanto sia difficile averne uno!

Alla fine verrebbe voglia di tornare al "vecchio ovile", ma manco questo è più possibile! Tra l’altro, occorre anche dire ai consumatori italiani: "Ma per quale orrendo motivo cambiate l’operatore ADSL, se tutti quanti costano lo stesso, mediamente 20 euro al mese, e se tutti quanti sono pure tecnicamente scarsi?!"

Quello che ci vuole è una normativa chiara ed uniforme, valida per tutti, e soprattutto che preveda tempi certi in caso di switch. E forti sanzioni per gli inadempienti!

Sarà una delle prossime battaglie, e una delle prossime vittorie!

LUCE, STANGATA DALLA TRIORARIA!

Mogia mogia, zitta zitta, per la bolletta della luce è entrata in vigore la tariffa trioraria. Per tutti. Aziende e famiglie.

Ed è una bella batosta per tutti. L’ennesima. Passata, come le altre, in silenzio stampa, anzi con TG e giornali che nelle settimane scorse hanno annunciato nuove riduzioni sulle bollette energetiche.

Niente di vero! L’unica notizia certa l’hanno appresa tutti gli italiani aprendo le ultime bollette, e scoprendo che da ora in poi la tariffa della luce si divide in 3: costi altissimi per le cosiddette "ore di punta", ovvero dalle ore 8 alle ore 19 dal lunedì al venerdì; costi elevati per le "ore intermedie", cioè dalle 7 alle 8 e dalle 19 alle 23 dal lunedì al venerdì, e per il sabato dalle 7 alle 23; costi più bassi per le "ore fuori punta", cioè i giorni festivi e nelle ore notturne.

C’è bisogno di commento? Noi pensiamo di no perchè, oltre a far girare la testa ai consumatori, questa scelta scellerata, ovviamente legittimata da tanto di delibera dell’Autority dell’Energia, farà girare qualcos’altro agli utenti, soprattutto il portafogli. Infatti abbiamo stimato un aumento di circa il 20% secco sulle prossime bollette, a parità di consumi. E questo in tempi di prezzo basso del petrolio.

Probabilmente, visto che la scusa del barile non reggeva più, se ne sono inventata un’altra. Magari mascherata dalla solita morale dei consumi fatti di notte o nei giorni festivi. Ma cosa devono fare gli utenti, nelle ore in cui normalmente si vive? Andare in letargo?

Daremo filo da torcere a questa tariffa! Innanzitutto informandone i consumatori; e poi raccogliendo le loro firme e le loro proteste per cercare di abolirla! 

SONERIE, BATOSTA PER I GESTORI TELEFONICI

Stavolta la scure dell’Antitrust si è abbattuta su TIM, VODAFONE & Company per la mancata chiarezza e trasparenza sui costi sopportati dagli utenti che scaricano loghi e sonerie sui cellulari.

D’altronde, sia nelle pubblicità televisive che in quelle sulla carta stampata era facile "vedere che non si vedeva nulla", poichè i caratteri tipografici con cui venivano riportate le tariffe erano così minuscoli che era impossibile leggerli.

E quindi il provvedimento dell’ Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato giunge quanto mai voluto e previsto.

Ma occorre guardare il rovescio della medaglia: questi gestori truffaldini e queste pratiche commerciali a dir poco scorrette non esisterebbero nemmeno se i consumatori, piccoli e grandi, ignorassero intelligentemente i messaggi ingannevoli, se non si fossero scioccamente innamorati di questa stramaledetta moda di inserire le sonerie più disparate e i loghi più arzigogolati per meglio identificare il proprio telefonino!

Il consumatore deve dire basta a questi tipi di consumi e di sprechi, non deve aspettare le sanzioni dell’Antitrust, che comunque non fermeranno mai questi fenomeni!

ENEL ENERGIA, ANCORA CONFUSIONE

Enel Energia continua ancora nella sua martellante campagna "porta a porta", tesa a far disdettare agli utenti i contratti di energia elettrica o/e di gas.

Ma la campagna ha sempre i contorni della pratica scorretta e sleale, sia perchè ai consumatori viene sempre dato ad intendere che si tratta sempre della "vecchia" Enel, sia perchè si promettono cifre iperboliche di presunti sconti.

Occorre tornare a fare un po’ di chiarezza, e l’Autority dell’Energia dovrebbe fare anche la sua parte, controllando e sanzionando questi comportamenti a dir poco illegittimi.

Primo, Enel Energia non ha nulla a che fare con Enel Servizio Elettrico, perchè l’una fa parte del mercato e l’altra, invece, del mercato vincolato. E’ logico, a questo punto, che Enel Energia debba quanto meno cambiare nome, senza indurre così confusione per i consumatori, desiderosi solamente di riuscire a risparmiare sulle tariffe.

Secondo, proprio a proposito di tariffe, Enel Energia millanta sconti che poi non si ritrovano nelle bollette, tanto che gli utenti fanno subito istanza per rientrare nella vituperata "vecchia" Enel.

Insomma, purtroppo il consiglio nostro resta quello di restare fermi e non cambiare gestore.  

AQP: AUMENTI ILLEGITTIMI IN BOLLETTA

L’ultima fattura dell’Acquedotto Pugliese, in scadenza al 16 febbraio 2009, non solo è stata calcolata con gli aumenti decisi unilateralmente dalla Direzione dell’Azienda, e successivamente bocciati dall’A.A.T.O., dopo il nostro intervento, ma addirittura si prende pure lo stesso aumento in maniera retroattiva, citando presunte fatture del 2008 (!!!).

Insomma, un guazzabuglio, una bolletta che, è il caso di dirlo, fa "acqua" da tutte le parti.

In primis, l’aumento, come dicevamo, non è stato approvato dall’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, preposta ad accertare la legittimità delle variazioni tariffarie, che ha accolto il ricorso della nostra associazione.

In secundis, gli aumenti di tariffa possono essere concessi solo a fronte di opportuni investimenti effettuati sulla rete idrica. E questo non lo diciamo noi, ma la legge n. 36 del 1994, la normativa-quadro che ha riordinato tutto il settore, introducendo il metodo del "price cap", ovvero il principio che ad ogni aumento debba corrispondere un investimento per migliorare la qualità del servizio.

Ci dica, l’Acquedotto Pugliese, dove sono questi investimenti, se persino in questo periodo di iperpiovosità interi comuni vengono lasciati senz’acqua o con ridotta pressione; se la rete è ancora un colabrodo, a tal punto che ci siamo guadagnati la medaglia d’oro mondiale delle perdite idriche; se sono ancora decine e decine i paesi senza depuratori, e là dove ci sono sono quasi sempre inefficienti e insufficienti?

Per non parlare dei contatori ultravecchi, dei tempi ancora biblici delle attivazioni, delle scandalose disattivazioni delle forniture, di reti fognarie insufficienti e di decine di uffici chiusi. Ci dica, l’AQP, dov’è il miglioramento del servizio? E ce lo deve spiegare anche l’assessore regionale Introna che, all’ultimo consiglio regionale, ha detto sì all’aumento, millantando chissà quali investimenti e quali opere effettuate dall’Acquedotto!

E infine, gli aumenti non possono essere nemmeno retroattivi, come affermano tutte le normative fiscali, tributarie e civili. Infatti, la Telecom, l’Enel o le aziende di gas non si sono mai sognate di applicare un aumento con effetto retroattivo!

Quindi il milione di bollette giunto ai consumatori pugliesi ha tutto il carattere dell’illegittimità; nè l’AQP può prometterci un rimborso che, a questo punto, dopo l’approvazione regionale delle variazioni tariffarie, sicuramente è scritto più sul ghiaccio che sull’acqua!

Noi diciamo agli utenti: RECLAMATE LE FATTURE, contestando l’illegittimo aumento applicato. La Carta dei Servizi consente, ovviamente, il reclamo e anche la procedura di conciliazione, in caso di mancato o negativo riscontro.

Le nostre sedi sono a completa disposizione di tutti i consumatori.

ATTENTI A TELE2!

Finalmente l’Antitrust ha sanzionato duramente Tele2 per la pratica illecita di limitare l’utilizzo di internet, inibendo i siti del "peer to peer".

Praticamente, tutti i clienti dell’azienda telefonica non potevano più utilizzare il servizio del "file sharing", cioè dello scambio di files, ovvero del cosiddetto "download di musica e video", perchè Tele2 così poteva avere la "banda" dell’ADSL più libera, e quindi con più clienti in navigazione.

Insomma, una limitazione definita illegittima dall’Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato, che ha comminato una multa di 90.000 euro e ha disposto la fine di tale limitazione, definendola una pratica commerciale scorretta.

Gli utenti di Tele2 potranno così tornare al "peer to peer", sperando che la lezione sia salutare per la compagnia telefonica, che nella sua ossessiva campagna televisiva queste cose mica le dice!

Invitiamo tutti i consumatori a segnalarci immediatamente eventuali inottemperanze di Tele2 rispetto a questo Provvedimento dell’Antitrust.

TARIFFE ACQUA: CONSUMATORI FANTASMA!

In questi giorni tutti i consumatori pugliesi hanno potuto seguire quella che possiamo definire l’"acquerelle" sugli aumenti sì, gli aumenti no dell’acquedotto pugliese.

Riepiloghiamo gli eventi. A novembre 2008 l’AQP, "ex abrupto e sua sponte", aumenta le tariffe del servizio idrico, senza consultare nè le associazioni dei consumatori nè la Regione Puglia, fino a prova contraria proprietaria unica dello stesso acquedotto. Immediatamente parte la nostra protesta, e all’inizio del 2009 l’A.A.T.O. (l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale) blocca gli aumenti. Immediatamente l’amministratore delegato dell’AQP annuncia a giornali e televisioni che gli investimenti previsti non verranno più effettuati. Scatta solo allora anche la protesta dell’A.N.C.I. Puglia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che chiede comunque l’avvio delle opere in cantiere. Finalmente la Regione Puglia si decide ad intervenire, e lo fa col classico vertice fra azienda ed istituzioni interessate.

Un vertice nullo ed inutile, perchè avvenuto senza i consumatori! Senza coloro che sostengono, con le proprie bollette e con le proprie tasse, tutto l’Acquedotto Pugliese!

Quello che ci meraviglia è l’atteggiamento della Regione. Ma come, le associazioni dei consumatori sono state appositamente riconosciute ed iscritte in un albo; è stata varata una legge sui diritti dei consumatori, che prevede espressamente la consultazione obbligatoria delle associazioni ogni qual volta si toccano i loro interessi e diritti. E la Regione fa finta che non esistiamo!

Non ne parliamo, poi, della disinformazione che regna sovrana ai vertici dell’AQP, i quali fanno finta forse di non sapere che prima vanno fatti gli investimenti, e solo dopo si possono aumentare le tariffe! E’ il metodo del "price cap", istituito con la Legge 36/94, non  il capriccio dei difensori degli utenti. 

Adesso il pasticcio è fatto, e veniamo anche a scoprire che nelle prossime fatture che stanno per arrivare ad un milione di utenti, l’aumento era stato già calcolato, e dunque i consumatori dovrebbero pagare per poi essere rimborsati successivamente!

Ci aspettiamo solamente che sia l’AQP che la Regione chiedano pubblicamente scusa ai consumatori pugliesi ed alle associazioni che li rappresentano. E soprattutto che rifacciano tutte le riunione ed i vertici fin qui tenuti, alla presenza delle stesse associazioni. Altrimenti saremo costretti a ricorrere più in alto, alle Istituzioni e ai Ministeri competenti!

MUTUI E BOLLETTE, RIBASSI IN RITARDO

La Banca Centrale Europea abbassa il costo del denaro prima al 2,50 e poi al 2%. Effetto sui mutui italiani: ZERO!

Il petrolio è da mesi in picchiata, e pertanto il costo di luce e gas va giù. Effetto sulle bollette italiane: ZERO!

I risultati positivi di questi ribassi saranno visti dagli italiani fra qualche mese! Perchè? Perchè è così!

Gli automatismi sono veloci e fulminanti quando ci sono gli aumenti, viceversa in caso di ribasso si passa al vaglio di Commissioni, Autority, Parlamento e quant’altro, e intanto passano mesi e mesi.

Occorre, invece, che l’automatismo, specie in questo periodo di seria crisi per le famiglie italiane, sia più immediato, come è giusto che sia. E quindi bisogna che il Parlamento o il Governo approvino una leggina piccola piccola, con la quale si diano tempi certi per rialzi e ribassi di mutui e bollette. Per esempio, si potrebbe pensare ad un termine di 30 giorni, entro il quale gestori e banche dovrebbero ottemperare ai loro obblighi.

Attendiamo una mossa governativa. In caso contrario, saremo costretti a far sentire più forte la voce dei consumatori.

CANONE RAI, GLI OVER 75 SONO ESENTI O NO?

L’abbonamento della Tv è stato già abolito dall’anno scorso per gli ultrasettantacinquenni con un reddito sotto i 516,46 euro mensili. Ma, pur essendo legge, l’esenzione non è andata ancora in vigore: sembra assurdo, ma è così!

In questi giorni siamo letteralmente subissati dalle richieste e dalle proteste degli anziani che ne avrebbero diritto. Il consiglio che stiamo dando a tutti è quello di attendere perchè, come al solito, la circolare esplicativa della normativa, che spetta all’Agenzia delle Entrate, sarà fatta magari il penultimo giorno utile per il pagamento. Giusto per indurre tutti prima a pagare, e poi magari a stracciarsi le vesti.

C’è anche da tenere in conto un’altra cosa: la circolare ministeriale deve chiarire come rimborsare gli utenti che hanno regolarmente pagato il 2008. Sì, perchè si ha diritto anche al rimborso dell’anno scorso.

Attendere, avere pazienza: questa è la parola d’ordine. Ma gli italiani ci hanno fatto il callo, noi siamo campioni mondiali di pazienza!

ACQUA: NO ALL’AUMENTO DELLA BOLLETTA!

Ancora una volta l’Acquedotto Pugliese, senza un minimo di consultazione e senza un minimo di legalità, tenta di aumentare le tariffe.

L’aumento, dicono i vertici dell’AQP, è minimo, sotto il 2%, e dunque non comporta grandi sacrifici per i consumatori.

L’AQP dimentica un bel po’ di cose:

– innanzitutto per gli aumenti vige il sistema del "price cap" (Legge 36/94), per cui ad ogni variazione di tariffa devono corrispondere determinati investimenti per migliorare il servizio; a quanto ci risulta, non ci sono stati grandi investimenti per qualificare meglio la rete idrica, anzi veniamo da un periodo di forte riduzione, e l’Acquedotto Pugliese continua a detenere il triste primato mondiale delle perdite (circa 55%!!!);

prima di ogni aumento l’AQP deve consultare le associazioni dei consumatori, come impone la Carta dei Servizi, in vigore dal 2001; invece l’Acquedotto si è limitato ad informare le associazioni, solo a "piatto pronto";

– l’aumento dovrebbe avere effetto retroattivo per tutto il 2008, e anche questo è vietatissimo dalla normativa in vigore;

il momento sociale ed economico che stiamo vivendo imporrebbe un minimo di rispetto per le tasche, già iperbucate, degli utenti italiani;

la tariffa dell’AQP non solo è già molto elevata rispetto agli altri gestori idrici d’Italia, ma ha un sistema a "fasce di consumo" che penalizza moltissimo le famiglie numerose;

– al contrario, quest’anno è andato in vigore il "bonus sociale" sulle bollette di luce proprio per le famiglie più numerose: perchè anche l’AQP non si muove in tal senso?

Per tutti questi motivi, già dal 15 novembre scorso abbiamo fortemente protestato, chiedendo il ritiro del provvedimento ed ottenendone il blocco. Ma è importante che tutti i consumatori facciano sentire la loro voce, e pertanto chiediamo agli utenti di inviare una mail di protesta all’AQP, all’indirizzo scrivi@aqp.it, con un semplice messaggio:

NO ALL’AUMENTO DELLA TARIFFA DELL’ACQUEDOTTO PUGLIESE!