LA MISTERIOSA TRATTENUTA SULLE PENSIONI

Si chiama ONPI e vale 1 centesimo di euro su ogni mensilità di pensione: è la ritenuta che viene fatta su tutti gli assegni di pensione.

Ma l’ONPI, ovvero l’Opera Nazionale Pensionati d’Italia, è stata soppressa nel lontano 1978.

Allora, che ci fa quest’ennesimo balzello nelle pensioni italiane, e soprattutto dove vanno a finire tutti questi quattrini, tenuto conto che si giunge alla cifra di 2,5 milioni di euro l’anno?

E’ una domanda che gireremo subito al nuovo Ministero del Welfare!

GANASCE FISCALI: D’ORA IN POI SERVE IL PREAVVISO

L’ultima Circolare dell’provvedimento di fermo amministrativo per le automobili o altri beni mobiliari, l’Ente Esattoriale deve darne un preavviso al contribuente, dando un ulteriore lasso di tempo per poter ottemperare al proprio debito.

E’ proprio quello che Polidream aveva chiesto al Ministero dell’Economia, onde chiarire finalmente la nebulosità e la discrezionalità della normativa in questione.

Quindi, consumatori, occhio al preavviso: se non arriva, nessuno può ipotecarvi un bel nulla!

TASSA CALDAIE: NO ALLE SANZIONI!

Abbiamo chiesto alla Provincia di Bari di non applicare le sanzioni previste per chi ha pagato in ritardo l’importo relativo all’autocertificazione.

In allegato il comunicato stampa della richiesta.

SE MILLE EURO A BIMBO SONO POCHI!

Piccola elemosina, quella prevista dalla Finanziaria 2006, 1.000 euro per ogni neonato, se si pensa che gli alimenti per la prima infanzia, soprattutto fino al secondo anno di età, incidono per almeno il 20% sul bilancio familiare.

Ogni anno nascono in Italia 563.000 bambini e nel primo anno di vita per ogni bambino si versa al fisco, per l’acquisto di beni di prima necessità, in media 1100 euro , quando invece si sarebbe dovuto versare per l’acquisto degli stessi prodotti solamente 220 euro, con un risparmio di ben 880 euro.

In Italia, sui beni alimentari di prima necessità degli adulti, quali pane e latte, viene applicata l’IVA agevolata del 4% mentre sugli identici beni destinati ai bambini, quali i biscotti o il latte in polvere o vegetale, viene applicata incredibilmente l’aliquota ordinaria del 20%.

E’ assurdo che l’amministrazione finanziaria faccia tale discriminazione.

Il nostro sistema di politica sociale ha un dovere: non perdere anche l’occasione della legge finanziaria per ridurre l’IVA dal 20% al 4% su tutti i prodotti destinati alla prima infanzia, ed in modo particolare sul latte in polvere, sul latte speciale o vegetale per allergici o intolleranti (soia, riso, avena, mandorle), sull’acqua purificata, sui pannolini, sulle pappe, su gli omogeneizzati, sulle creme, sui biberon, sui passeggini, sulle carrozzine, sui girelli, sui sedioloni, sui sediolini per auto e sui box.

Circa i costi dell’abbassamento dell’Iva, stimati in 495 milioni di euro annui, le minori entrate si potrebbero coprire mediante l’utilizzo del contributo di solidarietà del 4% applicabile ai redditi che eccedono i 100.000 euro e dei proventi derivanti dalla lotta all’evasione fiscale.

Esperto fiscale Polidream

MICHELE RENNA

BENZINA: TASSE A GO-GO!

Ormai gli aumenti della benzina non si contano più. Ma occorre ricordare agli automobilisti che il carico fiscale sui carburanti in Italia è del 70%, e che fra le varie accise ve ne sono una decina, che dovevano essere un prelievo una-tantum, e invece sono diventate una-semprum.

Praticamente, su ogni litro di benzina paghiamo ancora le guerre di Abissinia del 1935, di Suez del 1956, del Libano del 1983 e della Bosnia del 1996, il disastro del Vajont del 1963, l’alluvione di Firenze del 1966, i terremoti del Belice del 1968, del Friuli del 1976 e dell’Irpinia del 1980, dulcis in fundo l’aumento ai ferrotranvieri del 2004:

il tutto per un totale di 0,25 euro a litro!

E’ CHIEDERE TROPPO DEFISCALIZZARE IL CARBURANTE ALMENO DI QUESTE ANACRONISTICHE IMPOSTE?

ALTRIMENTI, COSTRUITECI AUTO CON MENO CONSUMI: SONO STATE INVENTATE, MA VENGONO TENUTE NEI MUSEI!!!

TASSA CALDAIE: BARI LA PIU’ CARA

Ecco il confronto fra i tributi sugli impianti termici delle varie province italiane, redatto dall’Osservatorio "Il consumATTORE in Puglia".

Da notare la "forbice" fra la tassa più bassa (2,58 euro ad Imperia) e quella più alta (15,49 a Bari).

E’ un’analisi che ci fa dire ancora di più alla Provincia di Bari: LA TASSA DEVE SCENDERE, anche per evitare una sua forte evasione.

PROVINCIA DI BARI: CONTROLLI SUGLI IMPIANTI TERMICI

Nell’infuocato luglio la Provincia di Bari ha previsto la seconda serie di controlli sugli impianti termici dei comuni al di sotto dei 40.000 abitanti.

Tante le incongruenze e le incoerenze di questa campagna, effettuata ai sensi del DPR 551/99, riassunte nell’allegato comunicato stampa.

BOLLO AUTO PAGATO IN RITARDO

Una raccomandazione utile ai ritardatari: se andate a pagare il bollo dell’auto con qualche giorno di ritardo, non lo fate direttamente agli uffici postali, fatelo andando ad un ufficio dell’ACI, ricorrendo al "ravvedimento operoso".

In questa maniera si pagheranno pochi spiccioli in più, se invece si va alla Posta dopo qualche anno arriva la cartella di pagamento, con il 30% di sanzione più gli interessi di mora.

Ovviamente, tale procedura vale quando non si ritarda oltre i 40-50 giorni; se il ritardo supera i 2 mesi, allora ormai è già scattata la sanzione del 30% e potrebbe convenire aspettare l’invio della cartella.

E’ un’informazione al consumatore che rientra nell’ambito del progetto "Il consumATTORE in Puglia".

TASSE AI DEFUNTI

Può succedere che il fisco ci insegua anche dopo la morte. Infatti, possono giungere anche cartelle varie a casa del defunto.

In questi casi, gli eredi devono innanzitutto rifiutare la posta intestata al defunto, facendo apporre sulla busta la dicitura "destinatario defunto".

Una volta tornata all’ufficio emittente, potrebbe essere reinviata agli eredi. E qui il discorso è più vario. Se si tratta di contravvenzioni, per esempio, i familiari non devono pagare nulla, poichè le multe non sono trasmissibili, ai sensi dell’art. 7 della Legge 689/1981.

In tutti gli altri casi, gli eredi devono pagare solo la quota capitale, e non le sanzioni o gli interessi.

E’ un’informazione al consumatore nell’ambito del progetto "Il consumATTORE in Puglia".