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RIFORMA DEL CONDOMINIO: REALTA’ O UTOPIA?

Su molti giornali stanno uscendo strane ed imprecise notizie sulla riforma dei condomini, che stravolgono un po’ la verità e magari provocano nuovi timori immotivati ai già spaventati utenti condominiali. Come Associazione Consumatori “Polidream Assoutenti” riteniamo opportuno fare alcune precisazioni sulla delicata materia, affidate al rag. Giuseppe Modugno, nostro consulente condominiale.

A tal proposito è necessario precisare che:

– il testo di riforma del condominio(art.1117-bis,ter e quater c.c. più disposizioni di attuazione art.61/72) per il momento è stato solo approvato dal Senato e deve seguire un iter ancora laborioso e probabilmente lungo per come procede oggi la legislatura che è assillata da ben altre priorità.; 

– l’opportunità di una modifica della normativa sul condominio era richiesta da moltissimi operatori del settore e delle varie associazioni degli amministratori;

il testo suscita ancora qualche perplessità, una disciplina da completare nelle zone d’ombra, almeno per recepire gli orientamenti giurisprudenziali formatisi;                                    

la materia attualmente è disciplinata da norme nate prima della Costituzione e andrebbe integrata per il rispetto della funzione sociale della proprietà.                                      

le varie Associazioni di categoria sono un po’ deluse, per la Confedilizia “è una riforma di basso profilo” anche per la mancata attribuzione al Condominio della capacità giuridica; anche il Coram (coordinamento registri amministratori) rileva un testo che non avendo recepito la proposta di attribuzione al condominio della capacità giuridica, avrà l’effetto di far ricadere sugli amministratori tutta una serie di nuovi oneri e di incombenze cartacee, per cui si attendono maggiori difficoltà per le quotidiane necessità del condominio; per l’Anaci “amministratori ancora subalterni nell’ambito immobiliare, in particolare sui richiesti compiti di promozione formativa e la garanzia per la vigilanza degli iscritti; l’Alac esprime “il dissenso rispetto a norme che partono della sfiducia nella figura dell’Amministratore e che sotto la paventata necessità di una riforma del diritto di proprietà celano una sorta di disciplina professionale, non ispirata ad un equo contemperamento dei doveri e delle responsabilità e che non incentivano e valorizzano la professionalità dell’Amministratore di Condominio. Da rilevare pertanto che a tutt’oggi non vi è un riconoscimento della categoria di Amministratore, più volte sollecitata; al contrario aumentano le incombenze e le responsabilità!!

In conclusione, non è assolutamente certo che con l’entrata in vigore della Riforma dovrebbero diminuire le liti condominiali, anzi i processi potrebbero aumentare, dato che anche il decreto sulla mediazione scatterà solo tra un anno per la materia condominiale.
 

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