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TARIFFE ACQUA: CONSUMATORI FANTASMA!

In questi giorni tutti i consumatori pugliesi hanno potuto seguire quella che possiamo definire l’"acquerelle" sugli aumenti sì, gli aumenti no dell’acquedotto pugliese.

Riepiloghiamo gli eventi. A novembre 2008 l’AQP, "ex abrupto e sua sponte", aumenta le tariffe del servizio idrico, senza consultare nè le associazioni dei consumatori nè la Regione Puglia, fino a prova contraria proprietaria unica dello stesso acquedotto. Immediatamente parte la nostra protesta, e all’inizio del 2009 l’A.A.T.O. (l’Autorità d’Ambito Territoriale Ottimale) blocca gli aumenti. Immediatamente l’amministratore delegato dell’AQP annuncia a giornali e televisioni che gli investimenti previsti non verranno più effettuati. Scatta solo allora anche la protesta dell’A.N.C.I. Puglia (Associazione Nazionale Comuni Italiani), che chiede comunque l’avvio delle opere in cantiere. Finalmente la Regione Puglia si decide ad intervenire, e lo fa col classico vertice fra azienda ed istituzioni interessate.

Un vertice nullo ed inutile, perchè avvenuto senza i consumatori! Senza coloro che sostengono, con le proprie bollette e con le proprie tasse, tutto l’Acquedotto Pugliese!

Quello che ci meraviglia è l’atteggiamento della Regione. Ma come, le associazioni dei consumatori sono state appositamente riconosciute ed iscritte in un albo; è stata varata una legge sui diritti dei consumatori, che prevede espressamente la consultazione obbligatoria delle associazioni ogni qual volta si toccano i loro interessi e diritti. E la Regione fa finta che non esistiamo!

Non ne parliamo, poi, della disinformazione che regna sovrana ai vertici dell’AQP, i quali fanno finta forse di non sapere che prima vanno fatti gli investimenti, e solo dopo si possono aumentare le tariffe! E’ il metodo del "price cap", istituito con la Legge 36/94, non  il capriccio dei difensori degli utenti. 

Adesso il pasticcio è fatto, e veniamo anche a scoprire che nelle prossime fatture che stanno per arrivare ad un milione di utenti, l’aumento era stato già calcolato, e dunque i consumatori dovrebbero pagare per poi essere rimborsati successivamente!

Ci aspettiamo solamente che sia l’AQP che la Regione chiedano pubblicamente scusa ai consumatori pugliesi ed alle associazioni che li rappresentano. E soprattutto che rifacciano tutte le riunione ed i vertici fin qui tenuti, alla presenza delle stesse associazioni. Altrimenti saremo costretti a ricorrere più in alto, alle Istituzioni e ai Ministeri competenti!

 

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