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RANDAGISMO, I CONSUMATORI CON GLI ANIMALISTI

Il tema del randagismo, dell’abbandono dei cani e del maltrattamento degli animali è un tema bollente, bollentissimo, e apparentemente staccato dalle questioni che riguardano più strettamente i consumatori.

Non è così, perchè i contratti di servizio e gli appalti che Comuni, AASSLL e la stessa Regione effettuano con i canili, per esempio, devono essere sottoposti al controllo e alla consultazione permanente con le associazioni dei consumatori. Lo afferma sempre il comma 461 dell’art. 2 della Finanziaria 2008, e il perchè è molto semplice: le risorse destinate alla cura e alla custodia degli animali sono dei cittadini contribuenti, sono le loro tasse tradotte in servizi. Ed è chiaro che in tal caso subentra il ruolo delle associazioni dei consumatori, che devono controllare che non vi siano sprechi, inefficienze e corruzioni varie.

Che percorso fanno i soldi stanziati per la custodia dei cani, per la loro sterilizzazione, per la microchippatura? Il Comune dà incentivi a chi adotta un cane, anche perchè questo, oltre a far star meglio l’animale, fa risparmiare le casse comunali? Esistono i canili sanitari, dove curare i cani randagi per i primi 60 giorni dopo il ritrovamento? I cani tenuti nel canile-rifugio stanno bene, oppure sono sottoposti a soprusi, maltrattamenti, addirittura destinate a corse o scommesse o soppressi e fatti risultare vivi?

Insomma, una serie di brucianti questioni che devono vedere le associazioni dei consumatori partecipi, ovviamente insieme alle associazioni che da sempre tutelano gli animali.

Un alleato in più che pensiamo faccia comodo agli animalisti, e che immediatamente ha scritto a tutti gli organi competenti, in primis Regione Puglia e ANCI Puglia, chiedendo l’applicazione della normativa, che prevede non solo il monitoraggio continuo da parte delle associazioni dei consumatori, ma anche la creazione di una Carta della Qualità dei Servizi, alla quale tutti i gestori delle strutture convenzionate con Comuni, AASSLL e Regione devono scrupolosamente attenersi.

Attendiamo fiduciosi il riscontro, che speriamo eviti il ricorso alle vie legali amministrative (T.A.R.) per far rispettare la normativa vigente.

 

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