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MALABUROCRAZIA, IL CITTADINO VA RIMBORSATO

I casi di atti erronei o illegittimi della Pubblica Amministrazione si moltiplicano ormai a dismisura. Dalle cartelle pazze agli accertamenti fiscali completamente sbagliati, dai duplicati di pagamento alle discordanze anagrafiche, spesso e volentieri il cittadino è costretto ad inseguire i capricci e gli svarioni di Comuni, Province, Regioni ed Enti vari.

In questi casi l’utente non solo si deve preoccupare di reperire la documentazione, ma deve recarsi personalmente dagli uffici a chiarire la sua posizione, con un dispendio di energia e di tempo non da poco. Questo può significare perdere una o due giornate di lavoro, spostarsi con l’auto o con i mezzi pubblici, per non parlare dell’agitazione e del disagio provocati, specialmente fra gli anziani.

Se è il consumatore a sbagliare, la Pubblica Amministrazione irroga sanzioni ed interessi a go-go! E se invece avviene il contrario, perchè lo Stato non deve rimborsare il cittadino?

Quello che chiediamo, in definitiva, è una piccola normativa di civiltà, che dia un bonus di indennizzo all’utente che è costretto a perdere tempo a causa degli errori della Pubbllica Amministrazione. Cento euro potrebbe essere la somma con cui far partire questa nuova regola.

Intanto che questa legge passi, chiediamo a tutti i consumatori vittime di pubblici atti erronei di recarsi presso le nostre sedi, perchè comunque venga effettuata la richiesta di rimborso.

 

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