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AQP: AUMENTI ILLEGITTIMI IN BOLLETTA

L’ultima fattura dell’Acquedotto Pugliese, in scadenza al 16 febbraio 2009, non solo è stata calcolata con gli aumenti decisi unilateralmente dalla Direzione dell’Azienda, e successivamente bocciati dall’A.A.T.O., dopo il nostro intervento, ma addirittura si prende pure lo stesso aumento in maniera retroattiva, citando presunte fatture del 2008 (!!!).

Insomma, un guazzabuglio, una bolletta che, è il caso di dirlo, fa "acqua" da tutte le parti.

In primis, l’aumento, come dicevamo, non è stato approvato dall’Autorità di Ambito Territoriale Ottimale, preposta ad accertare la legittimità delle variazioni tariffarie, che ha accolto il ricorso della nostra associazione.

In secundis, gli aumenti di tariffa possono essere concessi solo a fronte di opportuni investimenti effettuati sulla rete idrica. E questo non lo diciamo noi, ma la legge n. 36 del 1994, la normativa-quadro che ha riordinato tutto il settore, introducendo il metodo del "price cap", ovvero il principio che ad ogni aumento debba corrispondere un investimento per migliorare la qualità del servizio.

Ci dica, l’Acquedotto Pugliese, dove sono questi investimenti, se persino in questo periodo di iperpiovosità interi comuni vengono lasciati senz’acqua o con ridotta pressione; se la rete è ancora un colabrodo, a tal punto che ci siamo guadagnati la medaglia d’oro mondiale delle perdite idriche; se sono ancora decine e decine i paesi senza depuratori, e là dove ci sono sono quasi sempre inefficienti e insufficienti?

Per non parlare dei contatori ultravecchi, dei tempi ancora biblici delle attivazioni, delle scandalose disattivazioni delle forniture, di reti fognarie insufficienti e di decine di uffici chiusi. Ci dica, l’AQP, dov’è il miglioramento del servizio? E ce lo deve spiegare anche l’assessore regionale Introna che, all’ultimo consiglio regionale, ha detto sì all’aumento, millantando chissà quali investimenti e quali opere effettuate dall’Acquedotto!

E infine, gli aumenti non possono essere nemmeno retroattivi, come affermano tutte le normative fiscali, tributarie e civili. Infatti, la Telecom, l’Enel o le aziende di gas non si sono mai sognate di applicare un aumento con effetto retroattivo!

Quindi il milione di bollette giunto ai consumatori pugliesi ha tutto il carattere dell’illegittimità; nè l’AQP può prometterci un rimborso che, a questo punto, dopo l’approvazione regionale delle variazioni tariffarie, sicuramente è scritto più sul ghiaccio che sull’acqua!

Noi diciamo agli utenti: RECLAMATE LE FATTURE, contestando l’illegittimo aumento applicato. La Carta dei Servizi consente, ovviamente, il reclamo e anche la procedura di conciliazione, in caso di mancato o negativo riscontro.

Le nostre sedi sono a completa disposizione di tutti i consumatori.

 

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