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Mangio sano vivo meglio

POLIDREAM: A SCUOLA MENU’ VEG

L’anno scolastico è partito non solo col programma didattico, ma anche con il servizio di refezione scolastica.

La Polidream Assoutenti, attenta a migliorare la qualità della vita dei piccoli consumatori, è impegnata ad analizzare i menù di diversi istituti scolastici, che ancora vedono la presenza di dosi in eccesso di proteine animali. Diversi i medici di elevata preparazione scientifica, come Umberto Veronesi, che da tempo incentivano al consumo maggiore di dosi di frutta e verdura, legumi, cereali e farine integrali.

Non a caso anche il Piano Nazionale della Prevenzione e le Linee di Indirizzo nazionale per la Ristorazione Scolastica del Ministero della salute sconsigliano l’abuso di proteine e grassi animali, che nell’alimentazione dei bambini predispongono al rischio di obesità, malattie cardiovascolari, artrite reumatoide, ecc.

A Polignano a Mare, a seguito dell’incontro con la Commissione mensa, la Polidream ha avanzato delle proposte integrative al menù della mensa scolastica degli Istituti Comprensivi “C.D. San Giovanni Bosco” e  l’Istituto Comprensivo “Sarnelli – De Donato – Rodari” presentato dall’azienda Ferrara S.r.l., pur apprezzandone l’impianto generale, al fine di migliorarne l’aspetto salutistico, oltre a soddisfare pienamente le esigenze dell’utenza.

Premesso che la scrivente associazione ha il compito di monitorare gli standards di qualità legati al servizio mensa scolastica, erogato dalla Ditta Ferrara s.r.l., così come richiamato nel Capitolato Speciale di Appalto anno 2015/2018 all’Art. 19, nel rispetto della Legge n. 244/2007 – Art. 2 , comma 461, dopo aver esaminato il menù, ha ritenuto opportuno proporre di inserire i seguenti alimenti di origine vegetalealternandoli ai secondi previsti :

burger di verdura, cotolette di soia, affettati a base di cereali e legumi, frittata o hummus di ceci, fettine di seitan, tofu impanato, ricotta vegetale, wurstel di farro.

Tali alimenti sono validi sostituti della carne, altamente proteici, ricchi di vitamine, con Omega 3, Omega 6 e grassi polinsaturi.

La Ditta Ferrara, nella persona di Francesco Ferrara, si è resa disponibile ad inserire nel menù questi nuovi prodotti, infatti ha interessato la Dietista Dott.ssa Antonella Di Mauro ad interagire con un nutrizionista della Polidream per definire insieme alcuni aspetti legati alla preparazione di tali alimenti.

Ma ovviamente si attende l’approvazione anche del Dirigente Medico del S.I.S.P. di Monopoli.

Molti sono ormai i Comuni italiani, fra cui Milano, Genova, Pavia, Bologna, Novara, che hanno  aperto la mensa scolastica con un menù veg. Sarebbe bello ritrovare nell’elenco anche il Comune di Polignano a Mare, insieme a tanti altri Comuni d’Italia.

“IO CONSUMO SANO E SOSTENIBILE” – Programma Generale d’Intervento 2016 della Regione Puglia “Informo Assisto Tutelo Iat”, realizzato con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico

POLIDREAM: A SCUOLA DISTRIBUTORI AUTOMATICI A KM. ZERO!

“Mangio sano…. Vivo meglio” è la nuova campagna informativa di educazione alimentare che la Polidream Assoutenti, insieme ad altre 4 associazioni dei consumatori (Adoc, Assoconsum, Lega consumatori e MDC), nell’ambito del Programma Regionale delle azioni per la tutela dei consumatori della Regione Puglia, sta promuovendo nella realtà scolastica regionale.

La campagna si rivolge ai consumatori più giovani, per sensibilizzarli sul tema della sana alimentazione, avviando percorsi di conoscenza e ri-scoperta dell’alimentazione tipica e delle tradizioni agricole del territorio, con il coinvolgimento dei genitori.

Diversi gli Istituti scolastici coinvolti in giornate educative a scuola e con visite presso Farmer’s Market e masserie didattiche.

La Polidream Assoutenti continua la Campagna negli Istituti Comprensivi “Sarnelli-De Donato-Rodari” – “C.D. San Giovanni Bosco”, entrambi del Comune di Polignano a Mareoccupandosi della sana alimentazione nei distributori automatici.

Il sovrappeso in età infantile in Italia è molto più diffuso che negli altri Paese europei: un bambino su 4 è obeso, a dispetto delle nostre radici mediterranee.

I bambini, infatti, sembrano spesso prediligere alimenti industriali confezionati, magari di più pratico utilizzo e ben promossi da sofisticate strategie pubblicitarie.

Il più delle volte il bambino si trova ad acquistare da solo snacks e bevande, non proprio salutari, dinanzi ai distributori alimentari automatici, presenti all’interno delle stesse scuole. Sarebbe bene che i genitori richiedano a scuola distributori automatici con alimenti biologici, prodotti da forno e a Km zerobiscotti, merendine e crostatine, magari fatte con farina integrale, o altre farine non raffinate, e farcite con marmellata biologicayogurt e latte di soia, succhi di frutta 100%senza zuccheri aggiunti, frutta e verdura fresca biologica e di stagionemacedonie e frutta secca.

In questo modo aiutiamo l’organismo dei nostri bambini/ragazzi e il nostro pianeta, poiché questi prodotti non viaggiano per tanti chilometri.

Fondamentale sarà la collaborazione con i farmer’s market locali e i panettieri, che potranno distribuire i prodotti da inserire. La Polidream Assoutenti creerà un filo conduttore tra le famiglie dei bambini coinvolti dal progetto e i piccoli coltivatori e produttori locali, per aumentare la cultura della spesa a Km. zero.

Finalmente anche una proposta di legge sostiene questo bello ma difficile percorso educativo; tale proposta di legge chiede che venga introdotto l’obbligo per gli esercenti dei distributori automatici di rifornire le «macchinette» a scuola di alimenti sani, freschi, naturali, biologici e a Km. zero. 

Alcuni istituti scolastici si sono già mossi in questo senso, mettendo a disposizione tali alimenti nei distributori a prezzi anche modicida 70 centesimi ad un massimo di 2 euro.

AIUTIAMO I NOSTRI RAGAZZI AD ALIMENTARSI IN MODO ECOSOSTENIBILE, PERCHE’ COSI’ SI PRESERVA LA LORO SALUTE, OLTRE A QUELLA DEL NOSTRO PIANETA!

A scuola Distributori automatici a Km. zero

Polidream Assoutenti informa i genitori sull’importanza di richiedere a scuola distributori automatici con alimenti biologici e a Km. zero.

Il sovrappeso in età infantile in Italia è molto più diffuso che negli altri Paese europei: un bambino su 4 è obeso, a dispetto delle nostre radici mediterranee.

Di qui l’idea di iniziare un’educazione alimentare a scuola, dove è più facile ingurgitare calorie «cattive», comprando con pochi spiccioli al distributore una merendina durante una pausa tra le lezioni.

L’obiettivo è quello di incentivare il consumo di frutta e verdura a scuola ed indirettamente in famiglia, aiutando i bambini/ragazzi ad assaggiare alimenti importanti per la loro salute, spesso scarsamente presenti nella loro dieta. I bambini, infatti, sembrano spesso prediligere alimenti industriali confezionati, magari di più pratico utilizzo e ben promossi da sofisticate strategie pubblicitarie.

In Italia il consumo di frutta e ortaggi è ben lontano dalle 5 porzioni raccomandate: frutta e ortaggi sono alimenti fondamentali per la conservazione della salute e la prevenzione di numerose malattie.

Diciamo stop alle bevande gassate e alle merendine farcite confezionate, perché ricche di additivi, zuccheri semplici aggiunti, acidi grassi saturi, sodio, dolcificanti, teina, caffeina, olio di palma; diciamo stop alle patatine fritte confezionate.

Sì invece ai biscotti, merendine e crostatine da forno, magari fatte con farina integrale, o altre farine non raffinate, e farcite con marmellata biologica; sì allo yogurt e al latte di soia, ai succhi di frutta 100 % senza zuccheri aggiunti; sì alla frutta e alla verdura fresca biologica e di stagione, di prima qualità, di almeno 5 varietà diverse pronta all’uso – confezionata in porzioni monodose, al naturale, senza l’aggiunta di conservanti e zuccheri.

Oltre ai prodotti freschi, ci sono tanti snack salutari, come la frutta secca, che possono essere inseriti facilmente nelle macchinette, e che rappresentano una fonte di calorie e grassi buoni per i ragazzi.

Fondamentale sarà la collaborazione con i farmer’s market locali e i panettieri, che potranno distribuire i prodotti da inserire. La Polidream Assoutenti creerà un filo conduttore tra le famiglie dei bambini coinvolti dal progetto e i piccoli coltivatori e produttori locali, per aumentare la cultura della spesa a Km. zero.

Finalmente anche una proposta di legge sostiene questo bello ma difficile percorso educativo; tale proposta di legge chiede che venga introdotto l’obbligo per gli esercenti dei distributori automatici di rifornire le «macchinette» a scuola di alimenti sani, freschi, naturali, biologici e a Km. zero.  

Alcuni istituti scolastici si sono già mossi in questo senso, mettendo a disposizione tali alimenti nei distributori a prezzi anche modici: da 70 centesimi ad un massimo di 2 euro.

 

Polidream Assoutenti tiene alla salute di voi bambini a scuola e non solo:

segui i nostri consigli

Diventa amico del Km. zero:

prima di inserire la moneta nel distributore automatico chiedi alla/al tua/tuo insegnante di leggere l’etichetta del prodotto che hai scelto.

Se  in etichetta leggi:

– olio di palma, olio di colza (grassi saturi);

– zuccheri aggiunti come sucralosio e aspartame (edulcoranti)

sodio;

nitriti e nitrati (additivi)

caffeina

 Non comprare quel prodotto: è dannoso per la tua salute!

 Prediligi i prodotti da forno e di origine vegetale a Km. zero: avrai aiutato il tuo organismo e il pianeta

 Chiedi di voler trovare nel distributore prodotti da forno fatti dal panettiere del tuo paese: biscotti, merendine e crostatine, magari fatte con farina integrale, o altre farine non raffinate, e farcite con marmellata biologica, yogurt e latte di soia, succhi di frutta 100 % senza zuccheri aggiunti, frutta e verdura fresca biologica e di stagione, macedonie e frutta secca. Ma soprattutto prodotti a Km zero.

Chiedi al tuo insegnante e ai tuoi genitori di voler conoscere il Farmer’s market del tuo quartiere.

Sai cosa vuol dire? Il mercato del contadino. La sua frutta e la sua verdura sono a Km. zero.

Sai cosa vuol dire km zero? Le sue carote, le sue arance non vengono da molto lontano, come avviene invece per molti prodotti dell’orto che troviamo nei supermercati, che viaggiano su dei camions per tantissimi chilometri, inquinando l’aria che respiriamo.

Non solo, spesso sono prodotti che sono coltivati con pesticidi, sostanze cattive per la salute.

 Invece i prodotti del Farmer’s market non viaggiano per tanti chilometri, e quindi sono amici del nostro pianeta e del nostro organismo, e inoltre sono coltivati in modo biologico.  

Ristorazione scolastica: i menù vegetariani e vegani sono già una realtà in molte scuole. 10 mila diete alternative ogni giorno a Milano la metà a Torino

Anche il quotidiano inglese The  Guardian ha ripreso la notizia della nuovo sindaco di Torino Chiara Appendino, di inserire nel programma di governo la «promozione della dieta vegetariana e vegana sul territorio comunale» come «atto fondamentale per salvaguardare l’ambiente, la salute e gli animali attraverso interventi di sensibilizzazione sul territorio». Le attività promozionali coinvolgeranno con tutta probabilità anche le scuole del capoluogo piemontese, con percorsi educativi per far conoscere stili di vita alternativi. Pochi però sanno che nelle scuole pubbliche di diverse città  le diete vegetariane e vegane  sono da molti anni una realtà quotidiana, che interessa migliaia di bambini e educatori, dagli asili nido alle scuole medie.

Secondo il rapporto Eurispes pubblicato lo scorso anno, i vegetariani e i vegani sono rispettivamente il 7% e l’1% della popolazione italiana. Di conseguenza, molte scuole e servizi di ristorazione collettiva si sono già adeguati al crescente numero di individui e famiglie che scelgono regimi alimentari alternativi. Tra queste c’è proprio la città di Torino, che propone sia menu vegetariani (senza carne e pesce), anche  senza alimenti di origine animale (vegana). Poi ci sono i menu senza carne di maiale per i bambini di religione musulmana e anche quelli con il pesce ma senza carne. Un capitolo a parte è quello delle diete speciali per ragioni mediche, che comprendono i ragazzi celiaci, quelli allergici e gli intolleranti. Il Comune di Torino fino allo scorso anno scolastico richiedeva una certificazione medica per attivare i menu “vegani”, come per le diete sanitarie, mentre dal prossimo verranno attivate automaticamente.

ragazzina mensa scolastica

Le scuole di Torino e Milano offrono ogni giorno menu per vegani e vegetariani e per esigenze mediche e religiose

Nel capoluogo lombardo  Milano Ristorazione , la società del comune che  gestisce la ristorazione scolastica, da anni propone menu per migliaia di studenti (ed educatori) che vogliono o non possono mangiare il pasto tradizionale. La lista comprende cinque diete etico-religiose: senza carne suina, senza carne bovina e suina, senza carne (ma con pesce), senza alimenti di origine animale (vegana) e senza carne e pesce (vegetariana). Durante lo scorso anno scolastico su 75.000 pasti serviti quotidianamente nelle scuole e nei servizi per l’infanzia della città, 7.412 bambini, ragazzini, educatori e insegnanti hanno scelto queste diete: si tratta di poco meno del 10% circa. Accanto ai menu etico-religiosi, sono disponibili ben 19 diete sanitarie , che comprendono menu per celiaci, intolleranti al lattosio e allergie alimentari, come uova e crostacei. Nello scorso anno scolastico ogni giorno 2.796 al giorno bambini, ragazzi o adulti hanno usufruito di  questi pranzi speciali.

Gran parte dei menu etico-religiosi sono attribuibili alla realtà multiculturale tipica del capoluogo meneghino, mentre le diete vegetariane e vegane rappresentano una  minoranza, con meno di 500 richieste (rispettivamente 293  e 199 utenti al giorno). A Torino i numeri sono più modesti, con 100 menu vegetariani e  21 diete vegane attivate, su 5.188 persone richiedenti diete speciali. In entrambi i casi si registra un continuo aumento delle richieste, a dimostrazione del fatto che stili di vita “alternativi” fanno sempre maggiore presa nella società.

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Nelle scuole milanesi, metà dei pasti mensili è priva di carne e pesce

L’aspetto interessante, oltre ai numeri dei pasti non tradizionali serviti ogni giorno, è capire  la reale quantità di carne e pesce servita nelle scuole. A Milano, su venti pasti consumati in un mese, quasi la metà ne è priva. Quella di Milano Ristorazione è una scelta precisa: alternare in maniera bilanciata i secondi, in modo da ridurre carne e pesce, in favore di altri alimenti proteici come i legumi, spesso assenti nell’alimentazione moderna, percepiti come cibo povero o che richiede troppo tempo ai fornelli. In questo modo anche i tavoli della mensa diventano un’opportunità di fare educazione alimentare.

LA NORMATIVA PER I DISTRIBUTORI AUTOMATICI DI BEVANDE E ALIMENTI

GUIDA COMPLETA AI REQUISITI RELATIVI AL SETTORE DEL VENDING IN ITALIA

Chi gestisce distributori automatici di bevande e alimenti lo sa: le regole da rispettare sono molte e toccano diversi ambiti. Obiettivo della normativa è assicurare la corretta somministrazione di prodotti alimentari al pubblico, evitando contaminazioni, intossicazioni, ma anche incidenti dovuti a scarsa manutenzione delle macchine. Senza dubbio c’è bisogno di una forte regolamentazione per garantire un servizio sicuro e all’altezza delle aspettative. D’altra parte, rispettare la lista di requisiti richiede tempo, esperienza e disponibilità. Per facilitare il compito, abbiamo raccolto in sintesi le principali norme da seguire.Una delle più importanti novità riguarda l’introduzione della nuova normativa per i distributori automatici Decreto legislativo del 05-08-2015 n. 127 – che ha come titolo “Trasmissione telematica delle operazioni IVA e di controllo delle cessioni di beni effettuate attraverso distributori automatici, in attuazione dell’articolo 9, comma 1, lettere d) e g), della  legge 11 marzo 2014, n. 23.” Pubblicato in Gazzetta Ufficiale n. 190 del 18 agosto 2015 che contiene i seguenti articoli che regolano la nuova gestione dei distributori automatici.

Preambolo ( contiene le norme di legge e gli articoli in base ai quali l’atto è stato adottato) richiedi maggiori informazioni
Art. 1. Fatturazione elettronica e trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati.
Art. 2. Trasmissione telematica dei dati dei corrispettivi.
Art. 3. Incentivi all’opzione per la trasmissione telematica delle fatture o dei relativi dati e  dei corrispettivi.
Art. 4. Riduzione degli adempimenti amministrativi e contabili per specifiche categorie di soggetti.
Art. 5. Cessazione degli effetti premiali.
Art. 6. Disposizione finanziaria.
Art. 7. Abrogazioni
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Requisiti morali

A questo gruppo appartengono le condizioni sine qua non che permettono di esercitare l’attività di vending. Tra i requisiti morali troviamo l’obbligo di non riportare condanne per reati contro l’igiene e la sanità, la moralità pubblica, il buon costume, ecc… Il divieto permane per i successivi 5 anni dalla data di estinzione della pena.

Requisiti professionali

Per quanto riguarda i requisiti professionali, è sufficiente essere in possesso di un titolo di studio quale diploma di scuola superiore o laurea triennale o corso professionale per il commercio, la preparazione o la somministrazione degli alimenti riconosciuto dalla regione corso SAB ex REC. In mancanza di almeno uno di questi titoli, vale l’esercizio nel quinquennio precedente per almeno 2 anni (anche non continuativi) di un’attività d’impresa nel settore alimentare o della somministrazione di alimenti e bevande. I requisiti professionali dovranno essere soddisfatti da un responsabile, titolare o rappresentante legale.I corsi per il personale addetto alimentarista che ricarica i distributori. Inoltre le compagnie di gestione dei distributori automatici per poter partecipare hanno necessità, a secondo dei bandi di gara, di qualificarsi secondo standards internazionali. Tra gli standard più comuni troviamo la certificazione di qualità ISO 9001:2015 , ISO 14001,  ISO ,ISO  22000 o 22005, oppure le certificazioni per la sicurezza sul lavoro Bs Ohsas 18001, oppure altre certificazioni del settore agroalimentare.

Requisiti strutturali

Nei requisiti strutturali rientrano alcune importanti norme in materia disicurezza alimentare, tutela dei lavoratori e igiene pubblica. Tali norme interessano l’edificio o il locale in cui è ubicato o sono ubicati i distributori automatici e la stessa attività svolta in quanto oggetto della segnalazione e delle relative prescrizioni. Oltre all’agibilità con destinazione d’uso, fanno parte dei requisiti strutturali determinate norme urbanistiche, di salute nei luoghi di lavoro e via dicendo, più i regolamenti locali decisi dalla polizia preposta al controllo di prodotti alimentari (polizia annonaria).

Requisiti igienico-sanitari e SCIA

Per il commercio attraverso i distributori automatici vi è bisogno della presentazione della SCIA al suap del comune. Gli alimenti e le bibite venduti attraverso i distributori automatici devono essere conservati in perfette condizioni, onde evitare qualsiasi rischio di contaminazione batterica, formazione di muffa o altro. I macchinari dovranno quindi essere realizzati in materiali idonei, facilmente disinfettabili sia all’interno che all’esterno, controllati e puliti di frequente. A questo proposito la certificazione HACCP gioca un ruolo fondamentale. L’operatore che si occupa di ricaricare il distributore e pulire le componenti dovrà essere in possesso di regolare certificato HACCP (Hazard Analysis and Critical Control Points), secondo quanto stabilito dal Regolamento Comunitario 852/2004 e dal D.lgs 193/2007 sull’igiene dei prodotti alimentari e sui sistemi per gestire le criticità. All’argomento abbiamo dedicato di recente un intero speciale che è stato pubblicato sempre su Vending News.

Le Certificazioni ISO 9001 – ISO 14001 – Ohsas 18001 – Iso 22000 – BRC/IFS – TQS Vending

Il comparto dell’agroalimentare di qualità negli anni si è evoluto costantemente portando sempre di più l’attenzione e principalmente la tutela del consumatore, proprio in virtù di quest’ultimo le aziende hanno costantemente migliorato i propri servizi e i propri prodotti sia sotto l’aspetto qualitativo che di servizio, adottando veri e propri sistemi di gestione interni all’azienda che hanno innalzato il livello di qualità delle aziende per meglio competere sul mercato.Tra le più diffuse troviamo la certificazione ISO 9001adottata dalle aziende che intendono lavora in qualità per soddisfare al meglio la propria clientela migliorando la propria performance ed i propri processi, oltre alla certificazione ISO 14001 per la tutela ambientale, oppure tutte quelle Certificazioni Aziendali Obbligatorie ISO strettamente legate al settore alimentare quali ISO 22000, BRC ecc.

La questione del patentino frigorista (F-GAS)

Per concludere la panoramica sulla normativa per i distributori automatici di bevande e alimenti, non possiamo non citare il patentino frigorista, ovvero la certificazione F-GAS per le imprese. Si tratta di una qualifica che permette a chi svolge l’attività di vending di risparmiare soldi e tempo, evitando di delegare a ditte esterne le mansioni di manutenzione ordinaria e di riparazione dei distributori in caso di guasti e malfunzionamenti. Mansioni per cui è necessario essere in possesso del patentino da frigorista visto e considerato che i distributori automatici contengono quegli stessi gas a effetto serra oggetto della normativa di riferimento.

 

Elenco delle attività commerciali convenzionate

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Consumatori e benessere degli animali

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Archivio dei bollettini d'informazione

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