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SCURDAMMOCE ‘A PASSATA VECCHIA

Ora la passata di pomodoro italiana sarà più tutelata e con essa anche i consumatori, che potranno identificare il prodotto da un’etichetta chiara e trasparente, in linea con le indicazioni del Codice del Consumo.

Lo stabilisce il decreto interministeriale (ministeri delle Politiche agricole e delle Attività produttive) che dal prossimo 15 giugno prevede l’obbligo di indicare sulle confezioni la zona effettiva e la nazionalità della coltivazione.

Potrà chiamarsi passata di pomodoro solo quella proveniente da spremitura di pomodoro fresco, eliminando il rischio di utilizzare questa definizione anche per i prodotti a base di concentrato di pomodoro, tra cui possibili provenienze di prodotti cinesi. Questi prodotti infatti dovranno essere indicati con nomi differenti.

Nel decreto vengono, inoltre, puntualmente definiti i requisiti, i parametri e le metodologie di analisi che dovranno essere rispettati per poter utilizzare tale definizione, rendendo così più agevole anche il lavoro dei controlli da parte dell’Ispettorato per la repressione frodi.

Insomma, in tempi di alimentazione sospetta c’è una buona notizia per i consumatori.

 

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