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NO AL FEDERALISMO FERROVIARIO!

Dal 1 novembre Trenitalia ha deciso, con l’avallo delle Regioni e senza la concertazione con le Associazioni dei consumatori, di non consentire agli utenti con biglietti a tariffa ordinaria nazionale di viaggiare sui treni regionali, abolendo di fatto il "servizio universale"!

Tale divieto comporterà soprattutto un immediato e malcelato aumento delle tariffe, poichè quelle regionali sono notoriamente più care fino al 30%, e quindi chi viaggia tra una regione e l’altra pagherà di più, perchè la tratta viene "spezzata" in due sottotratte, con prezzi più alti e annullando anche l’effetto di diminuzione del costo chilometrico al crescere della distanza complessiva percorsa, come prevedeva la tariffa ordinaria nazionale.

L’operazione è favorita dall’abolizione dei treni di categoria "Interregionale", divenuti ora semplicemente "regionali", con grave colpa delle Regioni, cui ne è affidata la gestione, che hanno fatto prevalere i localismi.

Rispetto a questa scelta prendiamo atto che non è più vero che le tariffe del servizio ferroviario in Italia sono più basse che in altri paesi della Ue, anzi sono simili a quello di molti altri paesi europei con una qualità del servizio peggiore!

E tutto questo in pieno regime di monopolio di fatto, in spregio alle leggi nazionali ed europee in materia di libero mercato.

Abbiamo chiesto a TrenItalia, al Ministero dei Trasporti e alla Conferenza delle Regioni di riaprire immediatamente il tavolo di concertazione, pena l’attivazione di eventuali azioni inibitorie e l’indizione di manifestazioni di protesta del "popolo dei viaggiatori".

 

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