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IL PANETTONE, QUALITÀ E GENUINITÀ

La carta d’identità del prodotto è la sua etichetta, perciò diventa importante, specie per gli alimenti, saperla leggere bene. Il Governo, in tal senso, ha rafforzato la normativa in favore dei consumatori, emanando il , entrato in vigore il 23 ottobre scorso, che accorpa le varie normative anche sulla etichettatura dei prodotti alimentari e garantisce così più certezze e più tutela per i consumatori. L’etichetta deve essere sempre chiara e completa, gli ingredienti devono comparire in modo decrescente alla loro quantità, e soprattutto devono essere evidenziati gli eventuali additivi.

Ora, per quanto riguarda il panettone, un altro decreto, che entrerà in vigore il 27 gennaio 2006, garantisce maggiormente la qualità di questo alimento che, se confezionato qualche settimana prima di Natale e con ingredienti naturali e sicuri, non ha bisogno di alcun additivo.

La nuova norma, valida anche per pandori e colombe pasquali, impone una lievitazione per almeno 15 ore di un impasto che deve avere ingredienti predeterminati, ovvero farina, zucchero, 26% di uova fresche, burro, lievito naturale e 20% di uvetta e scorze d’agrumi canditi. Quindi, se nel leggere l’etichetta, notate termini come “mono e digliceridi degli acidi grassi”, “potassio sorbato”, “pirofosfato sodico” e via dicendo, quello non è un buon panettone.

Oggi vi sono in commercio molti panettoni che fanno a meno di tali additivi, ma soprattutto ci sono molte pasticcerie che lo fabbricano in modo artigianale e genuino, e infine, per chi ha un occhio di riguardo alla solidarietà, vi consigliamo i panettoni del .

 

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