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IL CORONAVIRUS E LA NUOVA MOBILITA’

CORONAVIRUS: l’inquinamento ha aperto la strada alla diffusione dell’infezione.

Questo è quanto è emerso dai diversi studi, portati avanti dai ricercatori della Aarhus University e dal Dipartimento di medicine dell’Università di Siena, che hanno messo a confronto i dati della Protezione Civile Italiana sulla mortalità, i dati medici legati alle condizioni di salute o malattie respiratorie, e infine dati presi dall’Agenzia europea dell’Ambiente, che osserva le concentrazioni di PM10, NO2 e altri valori.

Non a caso la Pianura Padana (Lombardia, Piemonte, Veneto ed Emilia Romagna) è tra le aree geografiche più colpite dal virus, essendo essa stessa una zona a livelli altissimi di inquinamento, addirittura ben più della zona di Wuhan in Cina.

L’elevato numero di morti registrato in queste aree è sicuramente legato al fatto che tale popolazione ha una prolungata esposizione all’inquinamento, pertanto una maggiore predisposizione a sviluppare condizioni e patologie respiratorie croniche che, con l’arrivo del Covid-19, possono portare più facilmente alla morte, dato che tali decessi sono per lo più causati da gravissime polmoniti.

Le stesse ricerche hanno fatto emergere anche la correlazione che c’è tra il Covid-19 e la Sars-Cov2. Quest’ultima pandemia sviluppatasi anni fa tra il 2002 e 2004, ha registrato un alto tasso di letalità sempre in Lombardia ed Emilia Romagna. 

Ma l’inquinamento non ha necessità di essere assimilato alla pandemia per essere riconosciuto come problema. L’inquinamento rappresenta un grande fattore di rischio per l’insorgenza di malattie, determina un aggravamento delle condizioni patologiche preesistenti, indebolisce l’apparato respiratorio, impatta sullo sviluppo neuro comportamentale dei bambini ed è connesso all’insorgenza delle malattie cardiovascolari.

Come dobbiamo affrontare il futuro? Come possiamo proteggerci dalla numerosa famiglia dei Coronavirus, in attesa di sconfiggere la causa della sua insorgenza?

Sarebbe opportuno impegnarsi una volta per tutte a ridurre l’inquinamento atmosferico; non basta prendere misure emergenziali poco efficaci o lamentarsi del problema, bisogna attuare una politica ragionata, continuativa e strategica, con un obiettivo concreto: “Green City”.

Dobbiamo mettere in crisi i passi compiuti prima della pandemia; non possiamo trascurare la crisi climatica, tornare al punto di partenza come se niente fosse accaduto. Durante la pandemia, il traffico in città è crollato e i benefici si sono colti subito: fauna e flora sono rinate.

Per evitare che a crisi finita si ritorni al traffico congestionato e inquinante delle nostre città si deve approfittare a rivedere il modello di mobilità urbana della nostra realtà territoriale, avanzando delle proposte/richieste ai nostri politici, dopo ovviamente aver deciso di cambiare stile di vita, ovvero dopo aver modificato le nostre stesse abitudini negli spostamenti.

Diventa utile e necessario adottare nuove buone  pratiche green per rendere più sostenibile la mobilità nelle città, per ridurre gli spostamenti non necessari, per ridurre l’uso dell’auto e per promuovere l’uso di mezzi più ecologici. Ma bisogna anche rivedere lo spazio urbano, perché deve assicurare prossimità delle residenze ai servizi, alle strutture lavorative e ricreative, così da ridurre gli spostamenti da una zona all’altra della città e i pendolarismi.  

Sul sito e presso tutti gli sportelli Polidream Assoutenti è disponibile il materiale informativo sulla

MOBILITA’ SOSTENIBILE

Campagna informativa “Puglia InFormAlimentazione2” – Intervento n. 1 Informo Assisto Tutelo – Programma Generale di Intervento  della Regione Puglia realizzato con l’utilizzo dei fondi del Ministero dello Sviluppo Economico – Ripartizione 2018”

 

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