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VADEMECUM SULLE “LIBERSANIZZAZIONI”

Facciamo un po’ il punto e la sintesi sulle due leggi Bersani (n. 248/06 e n. 7/07), impropriamente chiamate "liberalizzazioni", che hanno modificato alcune regole di vari settori economici.

ALIMENTAZIONE

Le scadenze sui prodotti devono essere più chiare e immediatamente leggibili dai consumatori.

ASSICURAZIONI

Gli agenti generali non sono più monomandatari, ma possono rappresentare più compagnie; in caso di nuova o seconda auto, l’assicurato recupera la sua vecchia classe di merito; in caso di sinistro nel quale non è chiara la responsabilità, non si applica il malus; sono abolite le polizze pluriennali nel ramo danni; viene istituito l’indennizzo diretto; viene attivata la procedura di conciliazione in caso di controversia, tramite le associazioni dei consumatori.

BANCHE

Gli istituti di credito non possono più cambiare unilateralmente le condizioni contrattuali, devono avvisare il cliente, che può a sua volta recedere dal contratto; per i mutui casa, è abrogata la penale in caso di estinzione anticipata e viene istituita la "portabilità", cioè il passaggio gratuito ad altra banca.

COMMERCIO

Sono abolite le distanze minime fra i negozi, comprese le pompe di benzina; i farmaci di fascia C e i carburanti possono essere venduti anche da centri commerciali; i gestori della rete stradale devono segnalare i prezzi dei carburanti tramite appositi tabelloni luminosi.

PROFESSIONI

Sono abolite le tariffe minime ed è permessa la pubblicità per i professionisti; non serve più il notaio nè per i passaggi di proprietà nè per le cancellazioni delle ipoteche.

TELECOMUNICAZIONI

Sono aboliti i costi di ricarica per telefoni e televisioni (digitale terrestre); è consentito il recesso anticipato dai contratti in caso di inadempienza o aumento di costi da parte del gestore.

TRASPORTI

La pubblicità delle tariffe aeree deve riferirsi al prezzo "tutto incluso"; viene abolito il P.R.A.; è facolta dei Comuni aumentare le corse e i servizi dei taxi.

Per concludere, la "lenzuolata", come ama definirla il Ministro Bersani, c’è stata, ma a nostro modesto parere si poteva fare ancora di più.

Il dato che più ci preoccupa è che le due normative in questione si occupano di "liberare" qualche laccio e lacciuolo della nostra economia, ma non si preoccupano quasi per niente della qualità dei servizi offerti agli utenti.

Va bene far aprire più negozi, ma servono parametri qualitativi di un certo calibro per soddisfare le esigenze di qualità del mercato e dei consumatori. Va bene abolire i tariffari minimi, ma occorre anche stabilire i requisiti indispensabili per l’accesso alle professioni. Va bene aprire distributori presso gli ipermercati, ma speriamo che non si arrivi ad imitare il modello francese, dove l’automobilista fa 30 Km. per trovare una pompa. Va bene liberalizzare la vendita del pane, ma occorre anche tutelare la qualità dello stesso pane.

Ecco quello che manca alle "libersanizzazioni": un occhio attento alla qualità!

Non si può far regolare questo parametro solo ed unicamente dal mercato, l’esperienza ci dimostra che la concorrenza non basta a proteggere il consumatore dalle truffe, dagli imbrogli, dai raggiri e dalle frodi!

 

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