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BLOCCO TASSI, MEGLIO FARE I SORDOMUTUI!

Sta giungendo a casa di tutti i mutuatari la lettera della Banca, nella quale si fa presente dell’opportunità offerta dalla Legge Tremonti, la n. 126 del 2008.

In sintesi, si tratta di bloccare il tasso a quello di due anni fa (più o meno il 5%) e di rinviare alla fine del piano di ammortamento il calcolo del dare e dell’avere con l’istituto di credito. Ovviamente, l’effetto immediato e positivo è quello di ridurre da subito e drasticamente l’importo della rata, ma l’effetto collaterale può essere fatale, perchè alla scadenza naturale del mutuo possono restare un bel po’ di quattrini da restituire alla banca, allungando così ulteriormente il periodo di pagamento. Immaginare questo scenario per i mutui trentennali è veramente da brivido!

Ma vi sono delle alternative, che nella lettera delle banche passano un po’ inosservate: si tratta di rinegoziare con la stessa banca, oppure di utilizzare la portabilità. Ambedue queste modalità hanno l’effetto positivo di lasciare invariato il numero delle rate residue, ma nel contempo si può dare un taglio netto al tasso variabile.

Le opzioni sono due: o tornare presso lo stesso istituto di credito e chiedere una revisione non solo del tasso "tout court", ma anche e soprattutto dello "spread" applicato, perchè in molti casi il guadagno della banca, anzichè stare intorno allo 0,80%, si aggira attorno all’1,50%(!); oppure cercarsi un altro istituto di credito, che applichi un tasso inferiore, e in tal caso non vi è alcuna spesa per il mutuatario che cambia banca, grazie alle leggi Bersani sulla liberalizzazione.

Ovviamente, in ambedue i casi si può scegliere il tasso fisso o restare in quello variabile, tenendo conto che per i mutui a lunga durata le banche applicano obbligatoriamente quello variabile. E sempre in tutti e due i casi si è liberi anche di allungare a proprio piacimento il periodo del mutuo, in modo che la rata risultante sia comunque agevole.

Un’ultima considerazione, ovviamente amara: vi ricordate che ci avevano propinato la storiella dell’euro come l’età dell’oro? I mutui sarebbero stati sempre a tasso basso, i prestiti e i fidi pure, ci sarebbe stata la parità col dollaro, avremmo mantenuto stabile il prezzo del petrolio, abbassato l’inflazione, etc. etc.

TUTTE CHIACCHIERE!

 

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